Il furbetto del parlamentino 2

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Luigi Di Maio dice che il Movimento 5 stelle non è interessato a cambiare l’Italicum perché la legge elettorale non è una priorità. Verissimo. Peccato che il suo partito per mesi abbia condotto una guerra senza quartiere sulla legge elettorale elaborandone una alternativa (il Toninellum) estremamente proporzionalista, cioè in totale contrapposizione all’Italicum.

Non Per mesi sempre il Movimento 5 stelle ha parlato di un parlamento “abusivo” perché eletto sulla base di un meccanismo dichiarato incostituzionale e di una nuova legge che comunque “scippa” ai cittadini la libertà di scelta. Domanda: ma non è che l’attuale atteggiamento di indifferenza derivi dal fatto che il ballottaggio tra partiti (e non tra coalizioni) vede nei sondaggi il Movimento 5 Stelle favorito sia nei confronti del centro-destra che del centro-sinistra? Per dare al suo partito una ulteriore connotazione di forza di governo, Di Maio indica le priorità: legge sul reddito di cittadinanza; misure di alleggerimento fiscale per le imprese tra cui l’abolizione di Equitalia; un piano energetico per rilanciare il lavoro nel mondo delle energia green e abbassare le bollette. Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza è noto a tutti che i soldi non ci sono a meno che Di Maio non li fabbrichi a casa sua come facevano Totò e Peppino in un famoso film degli anni Cinquanta e comunque una società civile si alimenta col lavoro non con l’assistenzialismo che è cosa diversa da un corretto welfare che semmai aiuti le persone a vivere decentemente negli intervalli tra la perdita del vecchio posto di lavoro e la sistemazione in uno nuovo. Per quanto riguarda il fisco, non una parola dallo “statista” sul modo in cui recuperare l’ampia area di evasione ed elusione, al contrario tra le misure di alleggerimento c’è l’abolizione di Equitalia che per i modi e l’immagine è contestabile ma a volte capita pure che i quattrini vada a chiederli a chi le tasse o le multe non le ha pagate per scelta furba e non per sopraggiunta necessità. Nemmeno una parola, poi sulla riforma del sistema fiscale che è l’unica leva con la quale si può aggredire il problema dei problemi, cioè l’iniqua distribuzione del reddito e della ricchezza determinati dal fatto che le tasse in questo Paese le pagano per intero solo i soggetti con ritenuta alla fonte (lavoratori dipendenti e pensionati) mentre non mancano in quel mondo delle imprese a cui Di Maio strizza l’occhio personaggi che non hanno alcuna voglia di adempiere a quel dovere (consultare Panama Papers e prendere visione delle numerose inchieste della Guardia di finanza per credere). Infine, per quanto riguarda il lavoro, sarebbe molto bello se per rilanciare l’occupazione bastasse l’investimento sull’energia verde, peccato che le cose non stiano così. Caro Di Maio, ce ne racconti un’altra. Un po’ meno furba ma più credibile.

fondazione nenni

Via Alberto Caroncini 19, Roma www.fondazionenenni.it

One thought on “Il furbetto del parlamentino 2

  1. che l’Italikum facesse comodo al M5S era evidente, di fatto erano i più avvantaggiati da un possibile ballottaggio con il PD e le elezioni amministrative lo hanno confermato, laddove il ballottaggio era PD vs M5S i grillini hanno fatto il pieno. Il M5S è però un termometro che segna la febbre, non la cura, il loro tatticismo esasperato e la mancanza, dopo la morte di Casaleggio senior, di un leader con un progetto preciso li condurrà ad avvitarsi sulle loro contraddizioni, e questo di DiMaio è il primo “infortunio”, se vuoi fare l’oppositore a 360° non puoi dire che il Porcellum bis va bene, i tuoi parlamentari non capiscono ma si adeguano (contrordine …) ma il tuo elettorato se non capisce cercherà altri oppositori che rappresentino meglio le sue opinioni oppure tornerà a chiudersi in casa. Dario Allamano

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