Sull’Italicum ha ragione Pomicino

POMICINO

Politicamente sono lontanissimo da Cirino Pomicino, ma le verità non hanno partito. Nell’articolo inviato al Corriere della Sera(28 gennaio 2015) dimostra che la legge elettorale, cosiddetta italicum, è pericolosissima per la democrazia, all’incirca come la legge Acerbo. Riportiamo di seguito il bel articolo della giornalista Gorodisky Daria, sul Corriere della sera online, che riporta le dichiarazioni dell’ex Ministro Dc. GIUSEPPE TAMBURRANO

«È sconcertante: la legge elettorale che si sta proponendo significa affidare il governo, in via definitiva e permanente, a una minoranza di poco più di un terzo dei votanti. Qualcosa che non esiste in nessun Paese democratico». Paolo Cirino Pomicino, una vita nella Dc (fede andreottiana) e nelle sue eredi Udeur e Udc, vede nel sistema pattuito fra Berlusconi e Renzi «il rischio di un autoritarismo vestito a festa democratica»: «Riunisce insieme tre elementi maggioritari anomali: alta soglia di ingresso, circoscrizioni piccole, 18% di premio di maggioranza. Non accade in nessun posto. C?è un problema sul terreno democratico non opinabile». Si dice che bisogna farlo in nome della governabilità?«È un alibi. Si dimentica quello che le grandi democrazie parlamentari non hanno mai dimenticato: cioè che la maggioranza si forma in Parlamento e non prima del voto».Sono 20 anni che in Italia il sistema di voto prevede coalizioni.«Infatti abbiamo avuto sempre governi di minoranza. Però, almeno, erano minoranze del 46-48%. Qui si parla del 35. Ricorda la legge Acerbo, nata 90 anni fa proprio richiamando il bisogno di governabilità e votata da tutti, compreso De Gasperi. E fu un errore».Secondo quella legge, fortemente sostenuta da Mussolini, bastava il 25% per prendere la guida del Paese.«Con il modello prospettato può succedere la stessa cosa. Per esempio, una coalizione può avere due partiti che raccolgono ciascuno il 4% dei consensi; però i loro voti concorrerebbero comunque a far scattare il premio di maggioranza. Quindi l?esecutivo rappresenterebbe appena il 26-27% degli italiani. Avremmo un governo elitario, aggravato da liste bloccate che producono schiere di cortigiani. Sarebbe qualcosa di simile ai mandarinati?».C?è chi sostiene che questo pericolo verrebbe eliminato dalle primarie.«È ridicolo. Le preferenze che vanno bene per indicare i candidati, ma non per votarli. Sembra di essere su Scherzi a parte ».Quale potrebbe essere il rimedio?«Bisognerebbe almeno alzare molto la soglia per un premio di maggioranza o addirittura abolirlo. Un sistema proporzionale con uno sbarramento al 4-5% spazzerebbe via i partitini; e il partito di maggioranza può cercare in Parlamento la maggioranza».E l?allarme sulla frantumazione politica?«La frantumazione va contrastata con la soglia di ingresso al 4-5%. E la governabilità sarà sulle spalle della politica, non delle leggi elettorali.

Gorodisky Daria dal Corriere della sera online del 28 gennaio 2015

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2 thoughts on “Sull’Italicum ha ragione Pomicino

  1. Siamo sommersi dal termine “riforma” che trasuda nel general generico. Possiamo pensare che la gestione del territorio, attraverso gli strumenti urbanistici, possa fare un salto di qualità senza l’ente intermedio e che la conferenza dei sindaci sia la soluzione ideale? E non dico un disegno riformatore, ma la razionalizzazione, del nostro sistema produttivo con 8300 strumenti urbanistici, approvati dalle Regioni che trasbordano, dalla cronaca quotidiana, di tensione morale? E’ possibile pensare che il sistema produttivo debba soffrire esclusivamente, per il nostro elevato, così dicono, del costo del lavoro? E per tanto, che le nostre infrastrutture, siano il fior, fiore, all’occhiello? Il tutto sarà sempre più distante dai cittadini, e somministrato dal termine riforma.

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