Speciale 2 giugno. Tracce di socialismo nella Costituzione

 Il 2 giugno 1946  fu eletta la Costituente che produsse una grande Costituzione che ha retto 63 anni: in alcune parti è invecchiata come nella Parte II, Ordinamento della Repubblica, ad esempio sul bicameralismo perfetto. E un’altra è inattuata per “omissione” dei parlamenti che si sono susseguiti e soprattutto per l’ostilità della DC.

I socialisti, presi dalle lotte intestine, non furono molto presenti nei lavori della Costituente, ma condussero alcune battaglie memorabili come quella contro l’art.7 che costituzionalizzò i privilegi della Chiesa sanciti da Mussolini e accettati da Togliatti, sulla scuola privata, sul matrimonio, ecc.

Molti sono gli articoli che aspettano l’attuazione e che produrrebbero quasi una rivoluzione: ad esempio l’art. 46 prevede la collaborazione dei lavoratori alla gestione dell’azienda. E soprattutto l’art. 41 che afferma la libertà dell’iniziativa economica privata con un limite: non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale e attribuisce alla legge, cioè alle decisioni della maggioranza dei cittadini, il potere di determinare i programmi e i controlli perchè l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Non si poteva esprimere meglio il principio del socialsimo riformista. Si capisce che la destra voglia abolire quell’articolo.

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