Safety e trasporti prima e…durante la pandemia

– di LONG JOHNN –

Ormai qualunque aspetto della vita sociale ed economica si voglia analizzare si deve tener conto di un “prima” e di un “dopo”. Prima e dopo il Covid-19. Fino alla fine del 2019 e, poi, dal 2020. Questo spartiacque vale anche laddove si voglia approfondire la situazione sul versante della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro di un comparto fondamentale dell’economia come quello dei Trasporti e della Logistica. Un comparto, quello del Settore Ateco Istat 2007 H, che, come testimoniato dai dati del citato Istituto di Statistica, occupava nel 2019 fino a 1,2 milioni di addetti, distribuiti percentualmente come riportato in questo grafico:

Non abbiamo ancora dati aggiornati dopo l’avvento del Covid-19 per capire come e quanto ha inciso finora l’epidemia sui dati occupazionali del comparto. Nel quinquennio 2015-2019, dai dati dell’Istat, si legge che erano cresciuti del 6,4% rispetto al 4% dell’economia nel medesimo periodo. Nel solo 2019 il comparto ha prodotto quasi 92 miliardi di euro (91,8 miliardi di euro, il 5,7% del valore aggiunto dell’economia – con un PIL di 1.602,2 miliardi di euro), ma la contrazione dell’economia influirà complessivamente in maniera negativa, purtroppo, anche se non i tutti i segmenti del comparto, visto l’aumento del delivering legato all’e-commerce. In attesa di dati aggiornati è utile vedere l’andamento degli infortuni e delle malattie professionali in questo ambito nel quinquennio 2015-2019, in modo da capirne le tendenze, per poi dare uno sguardo, certamente ancora non stabilizzato ma significativo, di come il Covid-19 vi abbia impattato anche sotto gli aspetti della salute e sicurezza e non solo su quelli economici. I Trasporti e Magazzinaggio (H) sono terzi nella graduatoria dei Settori Ateco Istat 2007 per le denunce di infortunio nel complesso; dopo le Attività Manifatturiere (C) e il Commercio (G) e prima delle Costruzioni (F), rappresentando sul totale la percentuale del 10,7%. Restano terzi anche nella particolare classifica nefasta per gli infortuni con esito mortale, con il 15,3%, ma stavolta dietro alle Costruzioni, che hanno avuto una percentuale del 19,5%.
Analizzando, invece, cosa è successo “dentro” il Settore Ateco H – Trasporto e Magazzinaggio – Vediamo che, nel quinquennio in esame, fatta eccezione per l’anno 2016 che ha registrato un aumento del 3%, è apprezzabile un andamento in calo del 6% delle denunce (da 41.819 a 39.313). Da notare che, per le denunce con esito mortale, seppur con andamenti alterni nel periodo in esame, si è scesi da 144 casi a 111, con una diminuzione percentuale del 22,9% – (Fonte: Banca dati Statistici Inail). Sono ancora numeri inaccettabili, ma la tendenza in diminuzione incoraggia a continuare ancora di più nella promozione della prevenzione come investimento.
E’ interessante anche osservare i grafici seguenti, relativi alle denunce di infortunio dell’anno 2019 per codifica ESAW (European Satistic on Accident at Work) – variabile Attività Fisica Specifica – per vedere che i casi di infortunio denunciati sono avvenuti solo per il 20,2% alla guida o a bordo di un mezzo, contrariamente a quanto si sarebbe portati a pensare, visto che parliamo dei Trasporti. Infatti, le rimanenti casistiche “statiche” cubano per il 15,4% la manipolazione di oggetti, per il 36,9% i movimenti del lavoratore, il 17,6% il trasporto manuale di carichi e il 9,9% per le rimanenti casistiche. La questione si ribalta quando si tratta degli infortuni con esito mortale dove, come vediamo bene dal grafico, nella tipologia che coinvolge un mezzo di trasporto la percentuale delle vittime è addirittura del 53,6%.
E’ appena il caso di sottolineare che questa tipologia non va confusa con l’infortunio in itinere. GLI INFORTUNI DA COVID-19 E’ evidente quanto l’epidemia da Covid-19 abbia impattato negativamente sull’economia e, quindi, sulle attività produttive del Paese, producendo anche una riduzione delle denunce di infortunio sul lavoro. In questa sede, però, in attesa di aggiornare gli andamenti esposti fin qui, anche al 2020, vediamo cosa hanno prodotto gli effetti del virus come infortunio sul lavoro e nei nostri Trasporti. I dati complessivi del monitoraggio al 31 dicembre 2020 riportati nella Scheda Nazionale Infortuni da Covid-19 elaborata dalla Consulenza Statistica Attuariale dell’Inail, reperibile sul sito Inail al link seguente: https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/news-ed-eventi/news/news-denunce-contagi-covid-31-dicembre-2020.html&tipo=news dà una fotografia molto precisa di quanto è avvenuto complessivamente sul versante delle denunce relative ai contagi per lavoro denunciati. Rimandiamo alla Scheda citata per i numeri monitorati alla fine del 2020, con l’avvertenza che sono dati soggetti inevitabilmente a crescere in funzione del consolidamento degli stessi, in special modo per la rilevanza del fenomeno nel mese di dicembre ma, per i nostri ragionamenti sui Trasporti vi abbiamo evinto che: – le denunce totali sono state 131.090, il 23,7% delle denunce di infortunio pervenute all’Istituto dall’inizio dell’anno 2020. Questi 131.090 casi rappresentano solo il 6,2% dei casi di infezione comunicati all’Istituto Superiore di Sanità; – il 97,7% degli infortuni da Covid-19 denunciati afferiscono alla Gestione Assicurativa Industria e Servizi, quindi 128.075 in numeri assoluti. Di questi solo l’1,8% riguarda il Settore Ateco Istat 2007 H – Trasporto e Magazzinaggio. Quindi 2.305 casi denunciati; – Gli infortuni mortali denunciati monitorati sono 423; – In questo ambito la percentuale la citata Gestione Assicurativa Industria e Servizi scende al 91,3% del totale, con 386 accadimenti, – Nel Settore Ateco Istat 2007 – Trasporto e Magazzinaggio – gli infortuni mortali sono stati 13,4% sul totale della Gestione, quindi 52, di cui 22 addetti all’autotrasporto. Dati provvisori che, ripetiamo, sono soggetti a crescere per effetto del consolidamento particolarmente influente nell’ultimo mese della serie, ma dati già significativi per capire quanto non ci si debba limitare ad associare il Trasporto e il Covid-19 esclusivamente alla percentuale massima di riempimento dei mezzi del trasporto pubblico locale. Seguiremo l’evolversi del fenomeno all’interno dell’emergenza epidemiologica che non accenna ancora a deflettere sensibilmente, ma i numeri, come sempre, fanno chiarezza e possono aiutare a capire meglio.
fondazione nenni

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