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Copertura sanitaria – diritto insindacabile per i pazienti con malattie preesistenti


 -DONATELLA LUCENTE-

Secondo il nuovo rapporto promosso dal Center for American Progress, l’ultima versione della riforma sanitaria di Trump include l’emendamento che consente agli stati di lasciar decidere alle compagnie di assicurazione se negare l’assicurazione sanitaria a pazienti con malattie preesistenti alla stipula della polizza sanitaria.

Ciò significherebbe che le persone con gravi condizioni di salute preesistenti, dovrebbero pagare premi molto più alti. Nel tentativo di compensare le promesse fatte alle persone con condizioni preesistenti, l’amministrazione Trump ha suggerito agli stati il piano “high risk pools” (condivisione dei rischi ad alta intensità) per consentire agli assicuratori del mercato individuale di caricare il markup premium per gli iscritti con condizioni preesistenti, come modo per compensare gli aumenti dei premi.

Il rapporto evidenzia che questo genere di proposte conservative è costantemente fallito in passato e non costituisce valida alternativa alla riforma di Obama (Affordable Care Act).

Le nuove analisi rivelano che i fondi immaginati a sostegno del progetto “high risk pools” da Trumpcare, verrebbero a diminuire di circa 200 miliardi di dollari in 10 anni, creando lunghe liste di attesa, franchigie alle stelle, elevati premi assicurativi. Gli americani letteralmente non possono permettersi Trumpcare.

Gli stati che hanno gestito quel tipo di strumentazioni finanziarie, hanno poi trovato praticamente impossibile continuare a finanziarle per il significativo alto numero di persone con malattie preesistenti. Gli sbilanci attesi, sono il motivo per il quale molti stati hanno adottato misure per limitare la capacità delle persone in condizioni preesistenti di particolare gravità, di accedere alla garanzia della copertura, benché proprio offrire copertura a tali persone era stata la ragione primaria del pooling. Inoltre, diversi pooling di rischi hanno imposto limiti di vita o limiti annuali alle coperture che i loro meccanismi di condivisione rischio venivano a proporre. Va peraltro sottolineato che molti pooling finanziari per alti rischi, benché statali, hanno rifiutato di pagare per i trattamenti a persone con condizioni di gravità preesistenti, nei primi mesi di iscrizione. Le esclusioni da copertura imposte, generalmente prevedevano da sei a dodici mesi. In altre parole, nonostante sia oggi commercializzata come soluzione per le persone con condizioni preesistenti, sinora i pooling hanno funzionato come se fossero strutturate esplicitamente per scoraggiare le persone dal firmare per trattamenti riguardanti condizioni preesistenti.Era anche questione di indisponibilità finanziaria. Per esempio la California ha imposto il periodo di tre mesi di attesa prima che i pazienti fossero abilitati a ricevere trattamenti per condizioni preesistenti, con polizza annuale di $75.000 e limite per la polizza sulla vita di $750.000. Ad ulteriore chiarimento, va detto che il pooling non copre neppure i costi elevati non correlati a condizione medica precedente, ad esempio un improvviso attacco cardiaco. Mentre la proposta fornisce un mezzo per gli assicuratori a “volontariamente qualificare” gli individui per il pool, ciò aumenterebbe esponenzialmente l’onere amministrativo richiedendo agli assicuratori di intraprendere il processo di qualificazione per ogni iscritto. Un ulteriore studio del Center for American Progress ha scoperto che gli assicuratori hanno quotato premi fino al 50 per cento in più della media, con riguardo alla depressione e il 100 per cento per il cancro al seno. Il manuale di sottoscrizione ha dimostrato che già il sovrappeso ha portato all’aumento del premio del 25 per cento. Vi sono anche stati casi di persone ritenute potenzialmente troppo “costose” che sono state semplicemente escluse dal meccanismo di pooling. Sulla base di ulteriori dati del Centro, si stima che molti individui con condizioni di salute preesistente appena negative, hanno pagato comunque migliaia di dollari al di sopra dei tassi standard per ottenere la copertura. Ad esempio, un individuo con asma è costato il 106 per cento in più di un 40enne sano, fronteggiando un sovrapprezzo del premio pari a $4.340. Per un malato di diabete il sovrapprezzo sarebbe stato $5.600 all’anno. La copertura potrebbe diventare proibitiva e costosa per coloro che hanno bisogno di cure: gli assicuratori dovrebbero prevedere premi con circa 17.320 dollari di più nel caso di gravidanza, 26.580 dollari per l’artrite reumatoide e altri disturbi autoimmuni, 142.650 dollari per i pazienti con tumore metastatico.

Il nuovo piano non ha fatto nulla per mitigare il danno di togliere importanti protezioni sanitarie alle persone con condizioni di salute cagionevole, preesistenti alla stipula della polizza. Piuttosto che continuare a peggiorare la bozza del nuovo piano sanitario, i repubblicani dovrebbero smettere di discutere dell’abrogazione di Obamacare e iniziare a considerare come far progredire ulteriormente la riforma sanitaria, rendendola accessibile a tutti gli americani.

 

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