Produzione industriale, il sistema prova a reggere

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-di SANDRO ROAZZI-

Agosto non è certo il mese nel quale l’apparato produttivo va a tutta forza. Eppure proprio da agosto arriva qualche segnale positivo accompagnato però da qualche immancabile ombra. La produzione ha fatto registrare a luglio progresso dell’1,7% a conferma dello stato di debolezza dell’attività industriale del recente passato. Il dato permette di ottenere nel trimestre giugno-agosto un +0,4% tendenziale sullo stesso periodo del 2015 che non è disprezzabile.

Di conseguenza nei primi otto mesi dell’anno si registra un +1% rispetto all’anno scorso. C’è ovviamente un “ma”: a calare è la produzione dei beni di consumo a riprova che la domanda interna è discontinua e fragile. Va aggiunto poi che il progresso è ancora una volta sostenuto dal mercato dell’auto che sta perdendo però la forza di qualche mese fa. E la produzione deve fare i conti anche con le incertezze del commercio internazionale. L’attesa è tutta per l’autunno: per capire se la ripresa dell’attività proseguirà nella sua striscia positiva o se arriveranno problemi di natura produttiva ed occupazionale che, va detto con beneficio di inventario… finora non paiono emergere come si poteva temere.

Sarebbe un buon segnale anche per i contratti da rinnovare i cui nodi, vedi i metalmeccanici, stanno per arrivare al pettine. Con qualche chance di conclusione positiva. In realtà lo scenario è più complesso: le risposte vere arriveranno dagli interventi della nuova legge di stabilità e dall’atteggiamento del sistema bancario principalmente. Tutto proiettato verso quel 2017 sulla cui crescita potenziale tanto si discute. Intanto il sistema con qualche affanno fa di tutto per reggere. E già questa non è una cattiva notizia.

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