PAROLE, PAROLE, PAROLE

renzi-GIUSEPPE TAMBURRANO-

Questo era il mio primo commento a Renzi. Non ne trovo un altro per giudicare la conferenza stampa di fine anno. Ormai lo conosciamo non solo per le parole ma anche per i fatti. E se le parole sono aumentate enormemente i fatti sono pochi e sbagliati.

I lettori del Corriere della Sera gli hanno tributato il 39 per cento di approvazione e il 61 per cento di “no”.

La mia opinione è che il governo non goda di un grande consenso perché, appunto, non fa le cose di cui il Paese ha bisogno, fa cose che sono contro i lavoratori (il job’s act) o cose fuori della realtà drammatica dell’Italia, come la riforma del bicameralismo, trascurando i problemi reali.

E’ un grande affabulatore: trova le rispose azzeccate, ha una memoria di ferro, ha un eloquio fluente ed accattivante. Lo ascoltavo ed ero preso dalla chiarezza e dalla precisione. “Altro che Moro” – ha commentato mia moglie – “che parlava per non farsi capire: mi spezzo ma non mi spiego”.

Già! Ma Moro, in condizioni diversissime, perseguiva un grande disegno che doveva rimanere “ascoso” e svolgersi quasi inavvertitamente: le “convergenze parallele” o, per capirci, l’allargamento dell’area della maggioranza democratica (cristiana?). Gli riuscì con i socialisti. Tentò di completare l’operazione con il PCI di Berlinguer con il governo della “non sfiducia”di Andreotti del 1976 che godeva dell’astensione “contrattata”del PCI. Fu rapito due anni dopo, il giorno in cui si stava compiendo la fase cruciale dell’operazione e cioè il primo passo dell’ingresso del PCI nel governo attraverso “uomini di paglia” molto vicini ai comunisti. Insomma Moro mirava con l’allargamento cauto (“si non caste caute”) dell’area occidentale alla grande forza comunista indebolendo quindi la “minaccia” sovietica.

La politica (con la “p” maiuscola) è questo: progetto, visione, anche un pizzico di utopia (“madre del vero”).

In Renzi non c’è nulla di tutto ciò. Per capire Moro bisognava interpretarlo, per capire Renzi basta starlo a sentire: ti ritrovi con la bocca aperta ma in definitiva asciutta. A me piacciono gli uomini come Mitterrand: un grande disegno tessuto di cose e di compromessi.

Io non sono un sognatore, sono un cittadino di sinistra, un socialista, uno di quel 46 per cento e più che non vota e uno (dei pochi) che vede il pericolo di una deriva reazionaria dietro l’angolo.

fondazione nenni

Via Alberto Caroncini 19, Roma www.fondazionenenni.it

2 thoughts on “PAROLE, PAROLE, PAROLE

  1. Spero proprio di no; purtroppo mi sa tanto che ha ragione. Auguri e saluti socialisti!

  2. Renzi segue l’agenda liberista. Guardate le contro-riforme che propone (e purtroppo fa approvare seppur contingentando il Parlamento) e ditemi che ci vedete.

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