Rob de matt

Fra le non poche polemiche dell’estate ormai al tramonto ve n’è una che mi ha particolarmente colpito: quella sorta sull’idea – a mio avviso molto peregrina – di mettere Palmiro Togliatti fra i ritratti di famiglia del Partito Democratico. La proposta è stata avanzata da Michele Prospero sull’Unità. Stravagante, a mio modesto avviso, per più ragioni: Togliatti è stato senza dubbio un politico geniale il quale ha avuto il merito storico di trasformare il Pci rivoluzionario in un partito democratico, disarmando il “partito armato”, radicandolo nella Costituzione. Ma Togliatti è stato pure l’uomo che ha avallato la peggiore politica staliniana, la linea del “socialfascismo”, le purghe degli oppositori, l’uomo che ha tenuto fin che ha potuto nascosto lo stesso Rapporto Krusciov, che ha avallato la repressione della rivolta operaia e studentesca di Budapest, che si è duramente opposto al primo centrosinistra (per non parlare degli insulti riservati alla memoria di Filippo Turati). Giustamente Arturo Parisi è intervenuto per respingere l’idea balzana di un Togliatti “padre” del PD. Allora si è tentato di affiancare per quella bisogna i ritratti di Togliatti e di De Gasperi aggiungendoci magari pure Nenni…Ma che interesse può mai avere un partito che non riesce a mettere d’accordo l’anima socialdemocratica con quella cattolica a resuscitare i fantasmi di un lontano passato guardando indietro anziché avanti? Non ha già sufficienti motivi di divisione per andarsene a cercare altri nella storia di oltre mezzo secolo fa?

Leggo sull’Unità del 5 settembre, a firma di Bruno Gravagnuolo, che definisce Togliatti “erede della tradizione socialista”…rob de matt

Vittorio Emiliani

fondazione nenni

Via Alberto Caroncini 19, Roma www.fondazionenenni.it

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