“Tullia Romagnoli Carettoni. Una donna nel Parlamento italiano. 1963 – 1979”. La recensione.

“Tullia Romagnoli Carettoni. Una donna nel Parlamento italiano 1963-1979” (FrancoAngeli, 2021, Collana della Fondazione di studi storici Filippo Turati diretta da Maurizio Degl’Innocenti e Luigi Tomassini)  di Michela Minesso, racconta la biografia di Tullia Romagnoli, dalla sua giovinezza fino al 1979, approfondendo con attenzione il cambiamento e la modernizzazione che la protagonista ha portato, grazie alle sue proposte, in Italia.

Romagnoli nasce a Verona nel 1918 e cresce all’interno di una famiglia fedele al regime del fascismo. Negli anni della sua giovinezza, però, si allontana da questa ideologia iniziando a frequentare ambienti antifascisti e sposando Gianfilippo Carettoni. Il suo ingresso al Senato nel ’63 viene sostenuto dal partito al quale apparteneva, il PSI, dal quale in seguito si allontanò per alcune divergenze interne entrando a far parte della Sinistra Indipendente. 

Le battaglie della Senatrice ruotano principalmente attorno a tre temi: la cittadinanza femminile, l’educazione scolastica e universitaria e la tutela del patrimonio artistico e dell’ambiente. 

Tullia Romagnoli e la “questione femminile”.

Come sottolinea l’autrice, Tullia Romagnoli fu molto attiva sulla questione femminile e lottò per raggiungere la parità dei sessi sia all’interno che all’esterno del nucleo familiare.

Insieme a Giuliana Nenni, primogenita di Pietro Nenni, Tullia sosteneva e dimostrava che ci fosse disparità di trattamento tra uomini e donne a livello legislativo e, per questo motivo, propose modifiche e abrogazioni in materia di adulterio e concubinato ma anche interventi sulla patria potestà, i figli illegittimi e il divorzio.  Un’altra tematica alla base del progetto della senatrice Romagnoli era la piena cittadinanza femminile che si intrecciava sia con l’argomento del matrimonio sia con quello del lavoro.

Per Tullia, infatti, andava eliminata la legge che costringeva le mogli a prendere la cittadinanza del marito straniero, perdendo quella italiana. Inoltre, sosteneva che le donne avessero il diritto/dovere di lavorare, guadagnare tanto quanto gli uomini e di non accontentarsi del lavoro part-time che avrebbe solo sminuito ulteriormente la loro posizione. Con l’entrata delle donne nel mondo del lavoro, diventava necessario ampliare i servizi di cura e custodia dei figli e, di conseguenza, dedicare attenzione anche alla creazione di asili nido e scuole materne. In ultimo, Romagnoli si occupò anche della questione dell’interruzione di gravidanza ottenendo che: “fosse in ultima istanza lei (la donna, ndr) e lei sola a decidere” le sorti della sua gravidanza.  

La scuola e l’insegnamento.

Per quanto riguarda la tematica dell’educazione scolastica e universitaria, avendo lavorato come professoressa in diverse scuole sul territorio italiano, Romagnoli si concentrò sia sulla condizione degli insegnanti sia sul metodo dell’insegnamento. Secondo la senatrice, infatti, era necessario lavorare sul reclutamento degli insegnanti e le loro retribuzioni, aggiornando e riqualificando il corpo docente. Romagnoli, inoltre, si trovò a dover fronteggiare, alla fine degli anni Sessanta, la contestazione studentesca che la portò a riformare anche l’ambito universitario. Una delle proposte che portò fu quella della creazione di una nuova figura: il professore aggregato. 

Infine, Romagnoli si dedicò alla tutela del patrimonio artistico e culturale del Paese, senza dimenticare l’importanza della tutela ambientale. Minesso ci spiega che, a spingerla in questa direzione, oltre al senso del dovere verso la comunità che rappresentava, ci fu il suo contesto familiare e gli studi svolti, caratterizzati da un indirizzo umanistico. Entrò perciò a far parte della Commissione d’indagine per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, archeologico, artistico e del paesaggio di Francesco Franceschini. Si focalizzò anche sulla battaglia alla contraffazione delle opere d’arte e al recupero del patrimonio artistico italiano sottratto dai nazisti. Romagnoli s’impegnò anche a modificare la parte degli uffici e del personale dipendente che si occupavano dei Beni Culturali.

Nelle ultime pagine del libro è presente un’interessante appendice che riunisce disegni di legge, interrogazioni, interpellanze e mozioni presentate dalla senatrice Tullia Romagnoli Caretti.

 

@Beatrice Ruggeri

 

N°63 del 03/09/2022

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