IL SINDACATO E LA LOTTA ALLE DISUGUAGLIANZE

La situazione politica italiana è molto ingarbugliata. La maggioranza degli italiani sembra non comprendere le ragioni dell’attuale “crisi governativa” e teme che questa impasse possa danneggiare l’Italia, mettendo a rischio i fondi del Pnrr e spingendo lo spread a crescere in modo pericoloso. Poi c’è l’emergenza sanitaria che sembra non darci tregua e una guerra in atto. Lo spettro delle lezioni anticipate, dunque, spaventa gli italiani. C’è chi chiede stabilità, chi è convinto che senza Draghi si possa aggravare ulteriormente la situazione sociale nel Paese. I partiti sono divisi: chi invoca le elezioni subito, senza aspettare la primavera del 2023, e chi chiede di portare a termine la legislatura con questo governo di larghissime “intese”. Intanto, come giustamente ricordato da Cesare Salvi qualche giorno fa, i partiti non hanno affrontato il tema della legge elettorale e l’anno prossimo andremo ancora a votare con il Rosatellum.

I PARTITI SONO LONTANI DAL PAESE REALE

Nel frattempo, è già partita la campagna elettorale: qualcuno comincia a raccogliere firme contro il reddito di cittadinanza (con questi livelli di povertà?), mentre altri continuano ad opporsi ferocemente ai diritti civili, soprattutto quando sono rivolti ai nuovi cittadini. Queste iniziative confermano che i partiti sono lontani dal Paese reale: un Paese che è cambiato considerevolmente negli ultimi decenni, in cui sono aumentate in modo spropositato le disuguaglianze sociali ed economiche e in cui il multiculturalismo dovrebbe essere una risorsa e non un problema. Si conferma, purtroppo, la tendenza dei partiti a non avere una visione strategica per il Paese e ricette di lungo raggio. Una volta le culture politiche – oramai, in Italia, secolarizzate – avevano nel loro bagaglio culturale e ideologico, un‘idea di Paese che aggregava le masse e poneva degli obiettivi concreti di lunga durata. Un esempio? I governi di centro sinistra negli anni ‘60. Nenni conduce i socialisti all’incontro con le forze cattoliche per alcuni motivi e obiettivi tutt’altro che marginali: lotta alle disuguaglianze (che il frenetico sviluppo capitalistico aveva creato), applicazione dei principi costituzionali, diritti civili, tutela dei lavoratori, crescita del Mezzogiorno. 

I SINDACATI, FORZA AGGREGANTE CONTRO LE DISUGUAGLIANZE

Nonostante l’ostruzionismo, quei governi fecero, in pochi anni, grandi riforme che cambiarono il volto del Paese: la riforma della scuola, la nazionalizzazione dell’energia elettrica, la leggi contro i licenziamenti individuali senza giusta causa, per citarne alcune. Lo fecero con coraggio, determinazione e soprattutto con il coinvolgimento e la spinta delle organizzazioni sociali e sindacali italiane. Nell’attuale scenario politico sembra proprio mancare quella componente ideologica e programmatica che poteva spingere le masse a guardare con fiducia ai cambiamenti e al futuro. Potremmo dire oggi di non avere più punti di riferimento ma non è così, fortunatamente. Permane viva la rete dell’associazionismo e soprattutto la presenza, per certi versi ancora dirompente, del sindacato. Oggi i sindacati sono presenti nei contesti dove assistiamo a crisi aziendali e sono ancora i protagonisti, con grande senso di responsabilità, delle grandi battaglie, come dimostra la campagna “Zero morti sul lavoro” promossa dalla UIL che finalmente accende i riflettori su un problema drammatico del nostro Paese. Pertanto, non è azzardato affermare che oggi le organizzazioni sindacali rappresentano l’unica grande forza aggregante, capace di conoscere e monitorare non solo i problemi reali dei lavoratori, dei cittadini, le esigenze dei territori ma anche di proporre una nuova idea di società. Il sindacato guidato da Pierpaolo Bombardieri mette al centro il superamento delle disuguaglianze sociali, economiche e di genere, la lotta alla povertà e alle ingiustizie sociali, per ripartire dal Mezzogiorno e dai suoi giovani per costruire un’Europa coesa e solidale. Temi di grande importanza che dovrebbero essere centrali in un dibattito dove si guarda al futuro del Paese e non alle scadenze elettorali. 

@Antonio Tedesco

N°53 del 19/07/2022

fondazione nenni

Via Alberto Caroncini 19, Roma www.fondazionenenni.it

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