Il potere della finanza

– di ROMANO BELLISSIMA –

Da anni, oramai alcuni visionari come me, vanno predicando, nell’indifferenza generale, il rischio della supremazia della finanza sull’economia reale e sul potere politico.

Oggi, quello che prima temevamo come rischio, è divenuto realtà: la finanza controlla ogni umana attività, agevolata in questa scalata dal preventivo smantellamento di quasi tutti i Partiti di massa, i quali, erano resi forti dal consenso, dal legame ideale, nonché dalla legittimazione popolare e costituivano quindi, un vero deterrente allo strapotere del capitalismo finanziario.

Oggi, purtroppo, i parlamenti non sono più l’espressione politica dei popoli ma sedi di rappresentanza di gruppi di potere, privi di ideali sociali e politici e senza alcun radicamento territoriale, spesso orientati, ricattati e influenzati dal potere finanziario.

I maggiori Paesi industrializzati hanno accumulato debiti pubblici stratosferici che graveranno sulle generazioni future come una spada di Damocle, il maggiore finanziatore dei debiti pubblici è la grande finanza, si può facilmente comprendere quanto sia elevato il potere d’influenza e di ricatto, che la stessa può esercitare verso i Governi e gli stati. In verità ci sarebbe ancora il Sindacato dei lavoratori, come organizzazione di massa che, forte della sua storia, potrebbe  intestarsi la lotta contro la dittatura finanziaria, purtroppo i sindacati sono organizzati su base nazionale e in un mondo globalizzato hanno scarsi margini di manovra, non esiste ancora un vero sindacato mondiale in grado di contrapporsi alle grandi lobby finanziarie e i diversi organismi internazionali esistenti non hanno i poteri e il riconoscimento delle masse per poter reagire nei tempi e nei modi adeguati. Ci si ricorderà sicuramente che durante la crisi finanziaria innescata dai subprime negli Stati Uniti, verso la fine del 2006, che determinò il fallimento della grande banca Lehman Brothers e che nel volgere di pochi mesi contagiò le economie di mezzo mondo, trasformandosi rapidamente da crisi finanziaria in crisi economica globale. Il presidente Barack Obama, in una intervista televisiva dichiarava che fatti del genere non sarebbero mai più dovuti accadere e che a tal fine sarebbero state cambiate le norme che regolano i comportamenti e l’operatività delle società finanziarie ai livelli nazionali ed internazionali. Come si è poi visto, i governi, i presidenti cambiano ma le regole rimangono immutate, perché così li vuole il potere finanziario.

In questa particolare fase storica densa di tante emergenze, bisogna affrontare, con una certa rapidità, la transizione ecologica per salvare il pianeta terra. Giusto no? Ma chi paga? Il popolo naturalmente! e vedi caso è proprio la finanza che, detenendo il controllo delle più importanti materie prime, ha già avviato il prelievo finanziario di massa, attraverso un consistente aumento del loro prezzo.  Questi aumenti, oltre al compito di recuperare il mancato guadagno nei due anni di pandemia, scaricheranno i loro effetti negativi sui consumi e i sistemi di cura dei cittadini, riducendo il potere d’acquisto dei salari, delle pensioni e forse anche l’aspettativa di vita, e facendo crescere ulteriormente i livelli della povertà. In questo modo si realizzerà l’equazione tanto cara ai neoliberisti: meno ricchezza in circolazione è uguale a minori consumi e quindi meno inquinamento e inoltre, meno benessere pubblico, uguale a minore mobilità dei cittadini e maggiore facilità al loro controllo. Può sembrare fantascienza o fantapolitica ma basta verificare i dati per accorgersi che è la triste realtà del nostro tempo.

E tuttavia bisogna continuiamo a credere nella possibilità del cambiamento, e nella crescita del riformismo, sperando in un nuovo risorgimento mondiale e nell’attesa augurare  lunga vita  a Papa Francesco, unica voce mondiale contro la Finanza disumana.

 

 

 

N°: 80 del 15/11/2021

fondazione nenni

Via Alberto Caroncini 19, Roma www.fondazionenenni.it

One thought on “Il potere della finanza

  1. Perfettamente d’accordo a 360. Ma la mondializzazione ed il colpo di stato globale dei grandi gruppi (vedi Hard Rock….) e’ cominciato negli anni 40 e forse anche prima. I burattinai della miseria e del controllo demografico hanno costantemente lavorato in modo indefesso per adattare la loro diabolica visione e strategie al momento storici contingente. Vediamo ora come andrà a finire con la Cina….Per cui la manipolazione di massa e delle menti (parte centrale di tale visione) spiega il perché i vostri interessanti articoli, cibo sostanzioso per le menti sono restati, restano e resteranno lettera morta in quanto gli armenti sono ormai totalmente settati. Mi stupisco tuttavia che non abbiano ancora imbavagliato il vostro/nostro sito

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