L’ennesimo pasticcio della piattaforma Rosseau

-di VALENTINA BOMBARDIERI-


Colpo di scena sulla sorte del governo Draghi. Lo scontro tra i Cinque Stelle ha costretto Grillo l’altro ieri a rinviare il voto degli iscritti su Rousseau per evitare una spaccatura.

Ieri la votazione ha preso il via e gli iscritti alla piattaforma Rousseau hanno dato il via libera al governo guidato da Mario Draghi. I sì sono stati il 59,3%.

Ora, al di là dei pasticci, a cui siamo tristemente abituati, verrebbe da chiedersi quanti sono coloro che decidono. 188mila e 431 attivisti di questi però, circa 70mila sono iscritti ma non possono votare. Per dovere di cronaca.

Non è la prima volta che succede, dicevamo. In anni di piattaforma Rousseau, il Movimento ci ha abituato ai quesiti più pittoreschi. Come dimenticare infatti il “sì” per dire “no” al processo a Salvini sul caso Diciotti? O quelle domande arzigogolate ” per cambiare lo statuto?

Lo schema è lo stesso: un tema dilania le anime del partito e i vertici sono sempre più lontani dalla base. Anche ad un passo dalla rottura la strategia è la medesima: decida Rosseau.

Non dimenticando poi il contrasto di questo “carrozzone” con l’articolo 67 della Costituzione, che recita che “ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”. Si stabilisce quindi che i Parlamentari eletti sono liberi di esercitare le loro funzioni senza essere obbligati in maniera uniforme con il partito con cui sono stati eletti.

Il rispetto delle regole è uno dei capisaldi di ogni democrazia che si rispetti. Rivendicare il diritto di espressione del popolo per far esprimere solo una piccolissima parte di questo (circa 100 mila persone) non rientra nella concezione di paese democratico.

Si parla di democrazia rappresentativa. Non diretta. Perché appare lecito chiedere “diretta da chi?” e se quindi l’aggettivo sia stato affiancato perché c’è qualcuno che la dirige. Non è democratica né trasparente la piattaforma gestita dalla Casaleggio e Associati su cui gira la vita politica del Movimento e da cui oggi i grillini ricorrono per evitare inevitabili spaccature.

 

Valentina Bombardieri

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