MARIA RITA GISMONDO: “Ormai il Sars CoV2 è più una scusa che un reale pericolo. I focolai? Normali episodi che non vanno temuti perché sappiamo come limitarli e trattarli”

-di PIERLUIGI PIETRICOLA

 

Maria Rita Gismondo, Direttore del laboratorio di Microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze presso l’Ospedale Sacco di Milano, laureata in Medicina e Chirurgia e in Scienze Biologiche, ci aiuta a fare il punto – come ogni settimana – sul Sars CoV2, sui focolai che ogni giorno vengono a formarsi in Italia e in Europa e sulla pericolosità – vera o ipotizzata – di una seconda ondata. Nei prossimi giorni in libreria con un volume edito da La Nave di Teseo – Ombre allo specchio. Bioterrorismo, infodemia e il futuro dopo la crisi – con il rigore, la precisione e la grande competenza che da sempre la contraddistinguono, Maria Rita Gismondo ci invita ad analizzare con lucidità e razionalità un fenomeno eccezionale (ma non straordinario) quale è stato il Sars CoV2 e a non temerlo grazie alla conoscenza che il mondo scientifico mette a nostra disposizione.

 

Professoressa Gismondo, lei è appena stata in Germania. Come si viaggia in tempi di Sars CoV2? Quale impressioni ha tratto?

Il viaggio è stato costellato da esperienze che definirei semplicemente ridicole. Lo dico in modo schietto come è mia abitudine. In aeroporto si è rispettato il metro di distanza al check-in e l’obbligo di indossare la mascherina; la quale però durante il volo, quando sono stati serviti gli snacks e le bibite, è stata tolta e mai più indossata. In più si viaggiava tutti vicini. Questa incongruenza di applicazione delle regole, sinceramente, la trovo paradossale oltre che poco credibile.

A Berlino com’è la situazione?

A Berlino ci si trova in una situazione diversa rispetto all’Italia. Ma anche lì non mancano le paradossalità. Ad esempio le mascherine i politici non le indossano mentre gli inservienti sì. Mi pare incredibile tutto questo.

C’è l’obbligo generale di indossare le mascherine in Germania?

Solo in luoghi chiusi. Di fatto, però, iniziano ad esserci delle proteste qui e lì perché le persone cominciano ad essere stanche di questi vincoli.

Però i focolai infettivi ci sono e ne sorgono con costanza quotidiana (in Italia e non solo).

Sì ma non si ammala nessuno. Si tratta di fenomeni normali che si verificheranno fintanto che il virus continuerà a circolare. Inutile cadere dall’albero fingendo stupore. Il mondo scientifico ha sempre saputo benissimo che situazioni simili sarebbero successe. È normale quando ci si trova nella fase di coda di una pandemia. Tuttavia occorre dire che di questi focolai non dobbiamo preoccuparci, perché la gran parte delle persone infettate non finiscono in ospedale e sono asintomatiche o presentano pochi sintomi. In più intervenendo immediatamente circoscrivendo queste microrealtà infettive, non si vede proprio di cosa avere paura.

Allora perché si continua a ingenerare timore?

Inizio a pensare che il panico piaccia. Sto convincendomi di questo. Ormai il Sars CoV2 è diventato la causa di tutto: delle carenze sanitarie (che però durano da tempo e sono frutto di una pessima gestione pluridecennale), della crisi economica (che, sia chiaro, in Italia c’era già prima dell’avvento del virus), e così via. Questa situazione piace ai governi, ai politici: siamo, per dirla in modo sintetico, un popolo di masochisti. Il punto è capire il perché.

Perché secondo lei?

Io non voglio abbandonarmi a tutte le ipotesi fantapolitiche che si sono avanzate in questi mesi. Diciamo che il Sars CoV2 è una bella scusa, un buon alibi per molti per nascondere o non parlare di problemi sociali ed economici che vanno risolti al più presto. E per il momento mi fermerei qui altrimenti chissà dove andremmo a finire.

Perfetto. Torniamo, allora, alle questioni scientifiche. Si teme che nel prossimo Autunno le infezioni da Sars CoV2 e quelle della comune influenza si confonderanno da un punto di vista sintomatologico. Che differenze ci sono fra un virus influenzale e il Sars CoV2?

Dal punto di vista dei sintomi nessuno. Entrambi si manifestano in modo eguale. Il vaccino per l’influenza non proteggerà dal Sars CoV2, il quale causa una tempesta infiammatoria. Diciamo che il vaccino antinfluenzale, a mio avviso, va fatto a prescindere dal Sars CoV2 perché protegge da un fattore infettivo pericoloso che ogni anno causa molti decessi: l’influenza per l’appunto.

E che ne pensa dello studio del Pentagono in base al quale chi l’anno scorso ha fatto il vaccino antiinfluenzale ha avuto una sovraesposizione del 35%, mi pare, a contrarre il Sars Cov2?

Questo studio del Pentagono non ha un fondamento scientifico. Uscì proprio a inizi della pandemia però, poi, non è stato più tirato fuori proprio per le ragioni che le dicevo: scarsa attendibilità scientifica.

Un ministro di questo governo ha detto che, secondo lui, il vaccino per il Sars CoV2 andrebbe reso obbligatorio.

Io sono assolutamente contraria all’obbligatorietà. Occorre informare le persone in modo esaustivo, non forzarle a un trattamento. Detto questo, il vaccino non ci sarà nei tempi annunciati (la fine di questo anno) e penso non ci sarà mai e né servirà. E questo perché o il Sars CoV2 muterà, essendo un virus ad RNA, oppure scomparirà o si adatterà a noi creando raffreddore e mal di gola. In più su questo fantomatico vaccino mancano degli studi completi.

Però il ministro Speranza ha sottoscritto un accordo europeo.

Sì è vero. È stato sottoscritto questo accordo e sono stati impegnati dei soldi per prenotare già milioni di dosi di un vaccino scelto a priori che potrebbe non essere mai prodotto e su cui, come dicevo, non sono stati ultimati gli studi di verifica e di non tossicità sull’organismo umano.

Trova giusto il paragone che Ranieri Guerra ha fatto fra il Sars CoV2 e la Spagnola?

Assolutamente no. Ranieri Guerra è un collega che stimo ma questo paragone è davvero inadeguato. Ci troviamo in epoche diverse e di fronte ad agenti patogeni completamente differenti. In più, venendo al timore di una seconda ondata, ci terrei a specificare che non dobbiamo pensare sarà come la prima – qualora dovesse verificarsi –, perché adesso sappiamo come intervenire tempestivamente.

Fra pochi giorni uscirà il suo libro edito da La Nave di Teseo, Ombre allo specchio. Bioterrorismo, infodemia e il futuro dopo la crisi. Lei parte dal Sars CoV2 ma amplia lo spettro argomentativo, dimostrando che ogni anno, e in ogni momento, nel mondo vi sono epidemie e pandemie causate da diversi agenti patogeni pericolosi. Quindi il Sars CoV2 non è propriamente stato un evento eccezionale come si è creduto per molto tempo.

L’intento che ho voluto portare avanti con il mio libro che uscirà fra pochi giorni è proprio questo: dimostrare che la pandemia di Sars CoV2 è stata un evento di eccezionale portata, ma va comunque inscritta in un contesto più ampio. Quasi nessuno, ad esempio, sa (ad esclusione degli addetti a lavori) che ogni anno muoiono 50.000 persone per infezioni nosocomiali. Si tratta di cifre importanti, che non possono essere sottovalutate, ma di cui non si parla. Non mi pare sia mai stato ordinato un lockdown per eventi di questo tipo e con cifre del genere. E quindi? Il mio scopo è proprio quello di ridimensionare l’esagerazione che vi è stata sul Sars CoV2, facendo però capire che epidemie e pandemie sono fenomeni comuni in un mondo globale e con le quali occorre saper combattere.

In che modo?

Attraverso una giusta e approfondita conoscenza scientifica. Non c’è altra strada.

pierlu83

4 thoughts on “MARIA RITA GISMONDO: “Ormai il Sars CoV2 è più una scusa che un reale pericolo. I focolai? Normali episodi che non vanno temuti perché sappiamo come limitarli e trattarli”

  1. Visto che la Dottoressa Sigismondo è la stessa che diceva che Covid-19 era una semplice influenza le sue ultime affermazioni sono molto credibili e attendibili.

    1. Si informi meglio. Non ha detto precisamente così e comunque al tempo dell’affermazione che lei ha erroneamente citato le cose non erano così gravi come certi giornali raccontavano.

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