Io sto con Carola

-di VALENTINA BOMBARDIERI-

Quarantadue persone. Quarantadue persone con la sola colpa di nascere nel parallelo sbagliato. Quarantadue persone in gabbia, su una nave partita colma di sogni e speranze.

Poi c’è chi urla all’invasione ed è convinto di poter decidere della vita altrui. Chi pensa che la dignità sia una concessione e i diritti un merito. Chi è accecato dall’odio per chiunque è più povero, più debole o più sfortunato.

È la fortuna di poter decidere da che parte stare. Ma se su quella nave ci foste voi?

Se su quella nave ci foste voi io vi auguro di trovare sempre qualcuno pronto a tendervi la mano per impedirvi di annegare.

Perché ci sono sempre più mani tese in soccorso di chi si imbarca rischiando tutto. Mani che schiaffeggeranno, con la solidarietà e l’umanità, l’odio e la paura.

Quando l’umanità chiede aiuto l’umanità risponde. Questa umanità oggi risponde e risponderà sempre più forte.

Carola Rackete ha portato i migranti in salvo in un porto sicuro, rischiando pene severissime. In 14 giorni, lamenta la Ong, «nessuna soluzione politica e giuridica è stata possibile, l’Europa ci ha abbandonati. La nostra Comandante non ha scelta». Prima di decidere di sbarcare a Lampedusa Carola aveva liquidato come «assurda» l’idea del ministro Matteo Salvini che la nave, battente bandiera olandese, dovesse andare in Olanda: «È ridicolo, bisognerebbe circumnavigare l’Europa. Oltretutto l’Olanda non collabora». Lui ha replicato definendola una «sbruffoncella».

Io sono con Carola. Non solo perché c’è in gioco c’è la vita e la salute di 42 migranti, ma perché in gioco c’è qualcosa di molto più profondo: la concezione che oggi questa società – intesa come società occidentale nel suo complesso – ha dei migranti e dell’immigrazione in generale e non per ultima della vita umana.

I migranti in questa storia hanno finito per scomparire sullo sfondo per lasciare spazio alla sfida tra Salvini e Carola Rackete. Quest’ultima ha subito in silenzio insulti e violenze verbali e virtuali di ogni genere, senza mai rispondere.  La questione centrale era una sola: lo sbarco urgente e non più rimandabile di 42 migranti disidratati, provati fisicamente e psicologicamente, allo stremo delle forze.

Ci sono istantanee che restano immortalate per anni nell’immaginario collettivo. E l’arresto di Carola è uno di queste. Da qualunque parte la si voglia vedere, c’è un prima e c’è un dopo Carola.

Speriamo che basti il coraggio di Carola per smuovere gli Stati europei, che continuano a mostrare sul lato immigrazione il proprio lato peggiore.

Godetevi le vostre preziose vite, ma metteteci più anima nel custodire quelle altrettanto preziose degli altri.

Ma davvero come essere umano vuoi continuare a credere che se alzi un muro che tenga al di là del tuo sguardo, violenze, privazioni, fame, disperazione, queste non esistano? Che non siano un problema tuo? O peggio, che all’improvviso non possa succedere a te di essere dalla parte del muro sbagliata?

Valentina Bombardieri

One thought on “Io sto con Carola

  1. Ma è possibile che l’unico porto sicuro sia Lampedusa? Mi dispiace io non sto con Carola, non sto con una persona che ha rischiato di ammazzare dei rappresentanti delle forze dell’ordine e che sapeva benissimo cosa sarebbe accaduto sbarcando in Italia.

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