Il nuovo motto di Salvini: “Prima i virus italiani”

 

-di FEDERICO MARCANGELI-

Ho due figli e vaccinati ma sono per la libertà di scelta: dieci vaccini non esistono in alcun Paese europeo. In quindici Paesi europei non esiste nemmeno un vaccino obbligatorio”. Le parole di Matteo Salvini strizzano l’occhio agli antivaccinisti, con una fine strategia da “cerchiobottista”. Il leader del Carroccio non vuole infatti perdere i preziosi voti degli antivax, in barba alla scienza ed al buonsenso. Non ci vuole di certo un immunologo per capire quanto bene abbiano fatto i vaccini al mondo, salvando milioni di vite e debellando malattie atroci. Tutti i dati scientifici portati a suffragio di questa verità non bastano agli antivaccinisti (e nemmeno a Salvini a quanto pare).

Proprio a causa dei falsi miti diffusisi in questi anni, la copertura vaccinale in Italia è diminuita drasticamente. A 24 mesi dalla nascita, quelle anti-difterica, anti-polio, anti-tetanica ed anti-epatite B sono al di sotto della soglia di sicurezza del 95%. Da questa cifra in su è infatti presente la cosiddetta “immunità di gregge”, una forma di protezione indiretta che tutela anche i soggetti non immunizzati (per vari motivi). Al di sotto di essa, la diffusione di malattie infettive può ancora avvenire. Secondo i dati definitivi del 2016, solo 6 regioni in Italia superavano il 95%, con minimi inferiori al 93%.

Quel che però deve far riflettere è il trend degli ultimi anni, che vede un calo evidente delle vaccinazioni. Il buon Salvini ha dimenticato quindi un piccolo particolare nel suo “fine” ragionamento. È infatti vero che in molti paesi gli obblighi vaccinali siano inferiori, ma la libertà non c’entra nulla. Le nazioni in cui non vengono imposti sono quelle in cui la copertura è più alta. La Svezia (tanto citata negli esempi antivax) non ha obblighi vaccinali, questo perché ha una copertura media superiore al 97% e non sono presenti dei trend di decrescita.

Proprio quando pensavamo di aver toccato il fondo,il plenipotenziario della Lega ci ha però stupito con un colpo ad effetto, sparando una bomba “acchiappa-voti” senza precedenti: “Non vorrei che qualche multinazionale o casa farmaceutica avesse preso l’Italia come paese cavia”. La solita storia di complotto con BigPharma protagonista (non ve l’aspettavate vero?). Anche in questo caso il buonsenso viene lasciato in soffitta, non comprendendo minimamente le dinamiche che riguardano il mondo farmaceutico. In primo luogo perché i vaccini sono tra i ”farmaci” più sicuri (e testati), in secondo luogo perché le fonti di guadagno delle grandi aziende farmaceutiche sono ben altre. Ad esempio, le cure per tutti questi soggetti che, non vaccinandosi, contraggono delle malattie evitabili. È banale dire che la cura per la meningite costi più del suo vaccino, ma non sembra chiaro a tutti.

Quel che stupisce da tutta questa vicenda è la leggerezza con cui si mettono a rischio migliaia di bambini e la salute pubblica. Ancor più curioso che tali dichiarazioni vengano da chi, come Salvini, si preoccupa tanto per le ipotetiche malattie importate dai migranti. Quindi va bene che si ridiffondano malattie sconfitte, ma stiamo attenti agli immigrati cattivi che portano le malattie. “Prima i virus italiani” potrebbe essere uno slogan adatto alla situazione.

federicomarcangeli

One thought on “Il nuovo motto di Salvini: “Prima i virus italiani”

  1. Sono ancora giovane, e magari non capisco ancora tutto della politica, ma a volte mi sembrerebbe carino che, ecco, qualcuno di questi simpatici personaggi facesse pace col proprio cervello e la smettesse di vendere anche la salma della nonna per accaparrarsi 3 voti in più.✌

Rispondi a SegnaLibro Annulla risposta