Macron irrompe sulla Libia: che Dio ce la mandi buona!

 

Il presidente francese, Emmanuel Macron, solleticando le pulsioni scioviniste che da sempre percorrono la Francia, si sta dando decisamente da fare sul fronte internazionale. Prima ha voluto offrire il senso plastico del rinato asse Parigi-Berlino, poi ha “lisciato” Donald Trump, adesso ha deciso che troverà una soluzione alla crisi libica e per farlo ha convocato il dimezzato presidente di quel paese, Serraj, e il suo arcigno oppositore, Haftar, uomo ben visto a Mosca. Un attivismo che, comunque, non sta regalando grandi successi in patria al neo-presidente. In un mese il suo indice di gradimento è calato del 10 per cento e l’autunno, con la battaglia sulla Loi Travail, non promette nulla di buono. Per quanto riguarda il nostro Paese, poi, non possiamo fare altro che preoccuparci. L’ultima volta che la Francia si è occupata della Libia fu con Sarkozy che pensò di risolvere tutto bombardando e agevolando la caduta di Gheddafi senza preparare una solida alternativa politica, cioè al buio. Quel che è avvenuto dopo è noto a tutti e ne paghiamo ancora le conseguenze. Se queste sono le premesse, l’attivismo di Macron sul fronte nord-africano può solo promettere il peggio. Che Dio ce la mandi buona.

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