Le parole d’autore di Nenni: collo cotto di animale tenace

18 agosto

– DI FRANCESCA VIAN –

Continuo il breve excursus estivo sulle parole d’autore che furono dette su Nenni. “Collo cotto di animale tenace” non è dunque una parola d’autore di Nenni, ma è una parola d’autore su Nenni.

Lo scenario è quello di una domenica del 1954, nel “serale animamento” di Bologna. Qui il poeta Franco Fortini stava ascoltando la discussione di due amici.

Così parlando era venuto buio in terra e intorno a noi si faceva più fitta la folla. Tra gli alberi di un parco si accendevano le luci della festa dell’Avanti! e illuminavano le bandiere. (…) E su tutto, dagli altoparlanti nascosti fra le frasche irrigidite dai fari elettrici, si abbatteva la voce enorme e rauca di Nenni. In quella voce persuasiva e densa, che recava, ma senza alcuna volgarità, gli accenti stessi del socialismo-passione, in quello ch’esso ha di più elementare e di più indomabile, si poteva sentire, con l’eco dell’antica ansia di giustizia egualitaria, l’ansia nuova, segreta e preveggente, (…) per le forme nuove e imprevedute assunte dalla lotta delle classi. Come quella, infinite altre sere di domenica dovevano essere passate, mi sembrava, per quella gente, a sentir ripetere le parole di giustizia, speranza e lotta: ed erano state anche lotta e paura e uccisione. (…) Quella medesima mattina avevo osservato Nenni mentrenenni-fumetto parlava, quel suo collo cotto e tutto quadrettato di rughe come l’hanno certi animali tenaci. Avevo ascoltato quel suo modo di parlare, capace di concedere una vibrazione autentica anche alla frase più prudente e consunta; e, anzi, come già altre volte, m’era parso che quell’uomo dovesse sempre compiere uno sforzo su se stesso per ricordarsi d’essere un politico cui non è permesso abbandonarsi alla passione o all’immediatezza, e m’era sembrato di avvertire, insieme ad una quasi impercettibile vena di distacco non inquinata mai di cinismo, la sua melanconia, che è di saggezza, di fedeltà a chi fedeltà ti chiede, di quel primo irripetibile momento del socialismo premarxista che è la nascita a coscienza ed uguaglianza di chi è stato fatto vivere nella incoscienza e nella diseguaglianza. Ed era come se la voce di Nenni, nelle concitate interrogazioni che il vento della sera faceva echeggiare fra gli alberi, volesse proteggere quell’indefinibile bene che è il socialismo degli italiani, quello che anch’io pur avevo tante volte bestemmiato, per la sua debolezza e pigrizia, e per il suo conforto di provincia; proteggerlo, o portarlo incolume, dalla forza degli strumenti di sopraffazione che i cervelli elettronici, i grandi piani industriali, le forme estreme del mondo moderno elaborano nelle lontane capitali, in linguaggi indecifrabili.

(…) La grande riunione sfollava il parco, la festa si chiudeva; era davvero una sera di domenica. Udivo un canto di Bandiera rossa e in quello un verso che m’è sempre parso riassumere tutta un’ingenua ma vittoriosa fiducia: “Noi siamo in tanti”. Infatti la gente che ci passava accanto ci credeva loro eguali. Noi non curavamo più di volerlo parere o essere. Ma la forza dell’angolo di terra e di storia dove ci è sortito vivere è più grande di noi e si dimostra nella impossibilità di ridurci veramente stranieri”.

Questo testo è tratto da “Dieci inverni. 1947-1957. Contributi ad un discorso socialista”, Feltrinelli. Dopo avere scritto questo libro, Fortini si amareggia e restituisce la tessera del partito socialista: la tessera di carta.

Una tessera del cuore e dell’ingegno firma questa pagina, così densa di suggestioni e di poesia.

Franco Fortini “era un uomo molto sicuro e anche molto umile”, ha detto Angelo Branduardi, che fu suo studente. Ci rivediamo la prossima settimana con cavaliere de’ leoni, immagine d’autore di Enzo Sipione su Nenni. francescavian@gmail.com

francescavian

One thought on “Le parole d’autore di Nenni: collo cotto di animale tenace

  1. Anche questa puntata è molto bella e interessante, perché ci permette di conoscere il grande poeta Franco Fortini con le sue parole dette su Nenni.Si legge volentieri sempre Francesca Vian. Grazie.
    Grazie anche per il suo piccolo , ma bellissimo, libro “RESISTERE IN PIEDI-Le parole di Pietro Nenni”
    edizione Stampa Alternativa. E’ stato apprezzato da tutti i miei amici, che lo hanno letto.

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