Le parole d’autore di Nenni: “veicolare le idee”

– di Francesca Vian –

Ma si faccia ugualmente quello che si può. Moltiplichiamo noi i nostri sforzi. Facciamo circolare il giornale, l’opuscoletto, il manifestino. Se si calcola che ogni copia dell’Avanti! oggi passa per le mani di almeno tre o quattro persone, sono trecentomila operai, contadini, impiegati che si interessano all’organo socialista, e di questi una buona metà lo fa con vera passione politica e costituisce quindi una enorme massa per la veicolazione delle nostre idee” (Avanti!, 15 marzo 1924, ripubblicato in La battaglia socialista contro il fascismo).

Nell’articolo non firmato “Le opposizioni sono frantumate”, Pietro Nenni invita alla “veicolazione” delle idee, in vista delle elezioni del 6 aprile 1924, non per le elezioni in sé, che “sono politicamente una truffa e nei rapporti tra opposizione e governo una commedia”, ma per “essere presenti” e per dimostrare che “il partito è in piedi”, nonostante “il martellamento nemico”, nonostante sia abolita “ogni libertà di propaganda”, nonostante “il silenzio” sia “la condizione sine qua non per svolgere un minimo di lavoro e per evitare rappresaglie e sacrifici non proporzionati al fine da raggiungere”. Queste sono le elezioni-truffa costate la vita a Giacomo Matteotti, delle quali quest’ultimo, il 30 maggio 1924, “contesta in tronco la validità” (Valentino Zaghi, in Giacomo Matteotti, Ricerca documentaria di Gianna Granati, 2005). In questo corsivo, Nenni ripete più volte che è necessario – nonostante tutto – “essere presenti”, cioè esprime lo stesso pensiero e quasi anche le stesse parole dello slogan “La politica della presenza” lanciato in Francia nel 1932. L’essere presenti, sempre e in ogni caso, nonostante i tempi, rimane dunque una costante negli anni del fascismo.

Nenni utilizza qui una parola decisamente nuova: veicolazione. Veicolo ha origini antiche, latine e prima ancora indeuropee. Deriva dalla parola latina vĕhere: “trasportare”. I composti di veicolo, però, in italiano sono molto recenti: “veicolare”, nei suoi vari significati, lo si ritrova in italiano dal 1942, per “trasportare” dal 1963, ed è probabilmente stato coniato con il riferimento della parola inglese vehicular. Nenni anticipa veicolazione, rispetto ai vocabolari, di quasi settant’anni, dal momento che lo Zingarelli data la voce al 1992.

Quando ho letto la parola veicolazione in “La battaglia socialista contro il fascismo”, splendida raccolta di articoli scritti tra il 1922 e il 1944, ho quindi pensato che Nenni avesse modificato il testo originale apparso sull’Avanti!, prima di dare alle stampe il volume. Nel 1977, data di pubblicazione del libro, “veicolazione” sarebbe stato comunque un neologismo. Sono allora andata a controllare l’originale in biblioteca; alla pagina del 15 marzo 1924, le lettere di veicolazione stavano a guardarmi così: v e i c o l a z i o n e.

Più prudentemente il dizionario diretto da Tullio De Mauro data “veicolazione” genericamente al “XX secolo”, e spiega così: “Si tratta (…) di parole che derivano o da fonti orali o da fonti scritte molto recenti, coeve ai lavori redazionali del Grande Dizionario Italiano dell’Uso (1989-1999) e tuttavia troppo radicate nell’uso per potersi ritenere credibilmente riconducibili a questi nostri anni, anche se non ci è stato possibile ricondurle a data più antica”. Per quanto riguarda “veicolazione” possiamo dunque contribuire alla soluzione della questione della datazione con l’esempio di Pietro Nenni del 1924.

Abbiamo già visto con “la politica della presenza”, e non solo, quanto Nenni lavorasse per “la veicolazione delle sue idee”(fondazionenenni.wordpress.com/2016/02/11/le-parole-dautore-di-pietro-nenni-dodicesima-puntata/). Sulle stesse posizioni è Giuseppe Scalarini, in questo bel Primo maggio del 1919: “oggi” la marcia è un po’ in difficoltà rispetto a “ieri”, ma “c’è”, “è presente” per assicurarsi la grande forza di “domani”, immagine ripubblicata da diverse fonti, anche in www.scalarini.it/it/opera-artistica/disegni/pubblicazioni.

Giuseppe Scalarini contribuisce più che mai alla veicolazione delle idee di cui l’Avanti! si fa portavoce. Più di qualche studioso ha detto che il suo disegno vale più di un articolo di fondo. Egli sa infatti parlare alle masse come nessun altro. E’ una veicolazione straordinaria: riformula brillantemente le idee che sono i valori fondanti ed eterni della giustizia sociale, squisitamente votati a segnare un passo avanti nella storia dell’umanità, in una sfida di valore assoluto. L’umanità ritratta da Scalarini “è soltanto chi soffre” (Roberto Di Nunzio): all’esercito di “chi soffre” egli regala una grande quantità di parabole di riscatto, comprensibili da tutti, anche dagli analfabeti, evocative al punto che non è possibile girare la pagina, senza averle osservate, e senza averne interiormente condiviso i propositi. Scalarini convince della inutilità della sofferenza del popolo, perpetrata e continuamente alimentata dalla politica scellerata della classe dirigente, è il “grande disegnatore che mai dimenticherà il suo principale recettore, l’esercito dei diseredati, dei sottomessi, per lo più analfabeti, che occorre innalzare alla piena dignità umana” (Roberto Di Nunzio, “Giuseppe Scalarini. La matita del socialismo italiano”, in Immagini del socialismo, 1985).

Il prossimo appuntamento è con  epurazione.
francescavian@gmail.com

francescavian

2 thoughts on “Le parole d’autore di Nenni: “veicolare le idee”

  1. Che bello questo ” veicolare le idee” ! “Veicolare le idee” proprio per ” trasportare le idee” da un luogo ad un altro. Certo il ” veicolare” le idee presuppone che ci siano ancora oggi persone che sappiano “trasportare le idee” e che le idee ancora abbiano “vita”.
    Certo, oggi, è facile parlare di tutto e di niente; più difficile è presentare e “veicolare le idee”
    Ancora una volta la puntata ci offre la possibilità di riflettere…
    Grazie

  2. Ti ringrazio, Maria, per tutti i contributi che apporti, con i tuoi commenti, al blog della Fondazione Nenni, e a Nenni. Ti ringrazio inoltre del sostegno, perché ho ancora tante altre parole al mio arco. Spero di riuscire ad arrivare presto anche a tempi più vicini a noi. Poi dovrò comunque tornare indietro perché le parole nuove di Nenni nel 1921 e 22 (come corrispondente da Parigi) sono molte.

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