Le parole d’autore di Nenni: “una pace con casco militare”

i quattro

– DI FRANCESCA VIAN –

UNA PACE CON CASCO MILITARE

Pietro Nenni chiama “una pace con casco militare” quella “semi-pace quasi peggiore della guerra” successiva alla prima guerra mondiale. Mancando la “chiara visione di ciò che potrà essere l’Europa di domani”, da “quelle confuse riunioni dei quattro” capi di stato del Consiglio supremo, “uscì una pace con casco militare”, “armata non del tradizionale ramo di ulivo, ma di una mitragliatrice” (Pietro Nenni, Fare e disfare è tutto un lavorare, 25 dicembre 1921, pagina 1; e Il programma della Francia a Genova. Viaggio di andata e ritorno?Avanti! 4 aprile 1922, pagina 1; nella foto, i quattro capi di stato del Consiglio Supremo: da sinistra, il primo ministro del Regno Unito David Lloyd George, il presidente del Consiglio italiano Vittorio Emanuele Orlando, il presidente del Consiglio francese Georges Clemenceau e il presidente degli Stati Uniti d’America Thomas Woodrow Wilson).

“Parigi, nel 1919, circondò le delegazioni (…) di una atmosfera satura di odi e di Nenni ritratto 1933passioni e che era come la continuazione spirituale della guerra dopo la sospensione delle armi” (Avanti!, 6 aprile 1922, pag. 1).

In Francia, dopo il 1918: “La moderazione vi è considerata viltà, la pace è ridotta a vigilie di nuove guerre, la caserma ha più cure della scuola, la stessa scuola è divenuta una caserma dove è proibito il nudo e crudo linguaggio della verità” (Avanti!, 4 aprile 1922, pagina 6).

“… la bardatura di guerra sotto la quale l’Europa soffoca” (Avanti!, 27 aprile 1922, p. 6).

“Ma volete scommettere che (…) l’Intesa, dopo molte chiacchiere, ci darà una soluzione sul modello del decreto famoso di non so quale ministro francese: Art. 1: Les sergents (…) sont supprimés; Art. 2: Ils sont remplacés par des gardiens de la paix?” (trad. “I sergenti sono soppressi, sono sostituiti con i guardiani della pace”; in La scadenza del 31 maggioAvanti!, 28 maggio 1922, pagina 1).

Cioè la Guerra si levi il casco militare e la pace lo indossi.

Non è che non si paghino gli errori politici, tenendo in testa un casco militare alla situazione internazionale. Oltre alle sofferenze del presente, Nenni antivede – per usare una parola di Dante, che era cara al giovane Nenni, che sta per “vedere in anticipo” – delle conseguenze sul futuro.

Nel 1922 delinea uno scenario storico che fa saltare sulla sedia: “L’ipotesi di una Russia affamata guidata alla riscossa da una Germania disperata è ipotesi paradossale oggi mentre è ancora in isviluppo un tentativo di pacificazione. Ma (…) se l’Intesa persisterà a voler mantenere la divisione fra i vincitori e i vinti, se non sarà definitivamente abbandonato il disegno folle e sconsigliato di fare di metà di Europa un lazzaretto di moribondi o un campo di sfruttamento per la borghesia occidentale, questa ipotesi potrebbe essere in un avvenire prossimo considerata ben più seriamente dai pochi interessati… e dalla catastrofe che ne seguirebbe non a loro risalirebbe la responsabilità. Ma non anticipiamo i tempi” (“Il successo della Conferenza di Genova è stato sacrificato all’interesse dell’alta finanza” dice Cicerin all’Avanti!Avanti!, 23 maggio 1922, pagina 6).  Russia e Germania poi sciaguratamente si accordano per davvero: una lezione che ci induce a includere, non a escludere (richiamando le parole di Vittorio Emiliani in questo blog); ad appianare le differenze, non ad acuirle, a “portare avanti tutti quelli che sono nati indietro”, o che sono finiti indietro. Possibilmente con la “chiara visione dell’Europa di domani”.

Il prossimo appuntamento è con macchiaiuolo.        francescavian@gmail.com

francescavian

2 thoughts on “Le parole d’autore di Nenni: “una pace con casco militare”

  1. Molto interessante anche questa puntata, grazie. Ahinoi, quanto erano profetiche quelle parole. Nenni aveva veramente “antivisto”. Di lì a poco, infatti, la guerra è continuata, più che mai efferata. Pensando a tempi più recenti, vengono in mente i caschi blu dell’ONU, mandati in zone di guerra per garantire la pace e invece, talvolta, testimoni passivi della guerra.

  2. Già, Luisa. Anche a me sono venuti subito in mente i caschi blu. Trovo che il Nenni giovane, giornalista a Parigi, antivedesse ancora di più…

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