L’onda lunga della secolarizzazione

cardinal-pietro-parolin-Luciano Pellicani-

“Credo che non si possa parlare solo di una sconfitta dei principi cristiani, ma di una sconfitta dell’umanità”. Con queste allarmate e allarmanti parole il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, ha commentato l’esito del referendum indetto il 22 maggio in Irlanda per decidere sulle nozze fra omosessuali. Un esito clamoroso, poiché l’Irlanda era considerata una società “cattolica par exellence”. Evidentemente, l’onda lunga della secolarizzazione ha acquistato una velocità e una potenza espansiva tali da corroborare ampiamente la tesi di coloro che ritengono che ormai l’Europa occidentale ha cessato di essere una civiltà cristiana. Fra i quali recentemente si è distinto Riccardo Campa con un libro dal significativo titolo “La rivincita del paganesimo” (Deleyva Editore).

            La sua tesi centrale è che la secolarizzazione è il problema fondamentale della sociologia e che, per decifrare correttamente il processo di modernizzazione – vale a dire la transizione dalla Città sacra alla Città secolare – è imperativo partire dalla constatazione che la civiltà europea si è retta per secoli e continua a reggersi su due potenti tradizioni: quella greco-romana e quella giudaico-cristiana; ossia “Atene e Gerusalemme, l’Accademia e la Chiesa”. Una coesistenza che non è stata punto armoniosa, come in passato ha preteso Talcott Parsons e come oggi pretende Rodney Stark. Al contrario: è stata — e continua ad essere — assai conflittuale poiché i valori cardinali della “Cultura delle Ragione” sono antitetici ai valori cardinali della “Cultura della Fede”, centrata sul principio secondo il quale “Atene è pestifera per la salute dell’anima”, formulato da Gregorio Nazianzeno e ossessivamente ribadito nel corso dei secoli dominati dal Contemptus Mundi. Per questo, opportunamente, Campa sottolinea con particolare vigore che, oltre ad essere fedele alla Ragione, la tradizione greco-romana è fedele alla Terra, mentre la tradizione giudaico-cristiana è fedele al Cielo. Una tesi, la sua, già espressa dal grande George Orwell con queste parole: “L’ideale umanistico e quello trascendente sono incompatibili. Si deve scegliere fra Dio e l’uomo e tutti i radicali e i progressisti, dal più blando dei liberali al più estremista degli anarchici, hanno in realtà scelto l’uomo”.

            Stando così le cose, il riconoscimento del diritto degli omosessuali di sposarsi — sancito dalla maggioranza degli Irlandesi — non è altro che ultimo capitolo del secolare conflitto fra Atene e Gerusalemme, non già – come ritiene il cardinale Parolin – un sconfitta dell’umanità. Semmai, una sconfitta dell’umanità era la sadica pratica di ardere sul rogo coloro che, per le loro tendenze sessuali, erano considerati, dall’etica cristiana, peccatori contro la Natura e contro Dio.

fondazione nenni

Via Alberto Caroncini 19, Roma www.fondazionenenni.it

One thought on “L’onda lunga della secolarizzazione

  1. Ho sempre pensato ai diritti per le coppie gay come ad una cosa giustissima e da fare prima possibile, ancor prima delle coppie di fatto (uomo-donna): perché queste ultime se vogliono diritti e doveri delle coppie sposate possono fare una cosa semplicissima e cioè sposarsi! Ma non concepisco la storia del “matrimonio gay”, una contraddizione in termini per una semplice ragione (io come cattolico ne ho altre, ma la religione non c’entra): matrimonio significa marito e moglie e per forza di cose uomo e donna. Tutto qua, senza nessuna discriminazione verso nessuno e ci mancherebbe. Tempo fa una leader di un movimento gay francese insorgeva contro i “matrimoni gay” perché, dice lei, non è di questo che abbiamo bisogno. Credo che abbia ragione. Questa è ovviamente la mia, opinabile se volete, opinione. Saluti socialisti!

Rispondi a Alessandro Bravi Annulla risposta