La Corruzione…Incalza

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La corruzione è di nuovo l’argomento “politico” del giorno, con un caso – quello del sempiterno superburocrate Incalza e del ministro Lupi di estrazione ciellina – che riempie pagine e pagine di cronaca. Non voglio addentrarmi nell’argomento specifico, ma pormi e porre alcune domande. In primo luogo: si torna spesso a parlare di “prima Repubblica” come se essa fosse la fonte di tutto ciò senza documentare se e perché sia vero l’assunto. Ho seguito personalmente le vicende dell’urbanistica e quindi delle lottizzazioni e delle grandi opere per anni nello spartiacque storico fra Stato accentrato e Stato regionale. In particolare nel periodo in cui ancora il Ministero dei Lavori Pubblici (Porta Pia, dicevamo) era ancora un Ministero forte e attrezzato. Alla direzione generale dell’urbanistica sedeva un commis d’État socialista, Michele Martuscelli, noto per il suo grande rigore, il quale si era costruito attorno una squadra di collaboratori di prim’ordine alcuni giovani come Vezio De Lucia che poi doveva diventare il più giovane direttore generale. A quella direzione facevano capo tutti i piani urbanistici, le lottizzazioni, le opere importanti d’Italia. Michele Martuscelli è andato in pensione senza che la minima ombra offuscasse quella onorata carriera (era stato l’uomo della relazione, durissima, sulla frana di Agrigento). Quando gli chiesi come avesse fatto con un così sobrio stipendio, mi rispose ironico: “Perché ero benestante”.

Certo, all’epoca il senso dello Stato era molto più forte. C’erano ancora controlli preventivi sugli enti locali più stringenti e tecnici, non politici, che poi sono stati con le Regioni smantellati a cominciare dai Coreco divenuti organi politici e poi spariti. Il commissario anti-corruzione Raffaello Cantone ha denunciato la cancellazione di ogni controllo, ma la sua Autorità può occuparsi di tutto? E ogni grande Comune deve fare come Roma che ha affidato il vaglio delle delibere delicate ad un assessore che viene dalla magistratura? Non è meglio allora ripristinare in forma nuova e moderna una rete di controlli penetranti? Quando pongo questo problema, o non mi si risponde, o mi si dice che così si tornerebbe allo Stato dei prefetti. E’ una risposta seria? Proprio no. Nel recente passato la Regione Toscana aveva sub-delegato ai Comuni la tutela del paesaggio. Contemporaneamente il governo di centrosinistra (ministro Franco Bassanini) aveva cancellato il saggio articolo 12 della severa legge n. 10 del 1977 (la Bucalossi) che vietava agli Enti locali di impiegare gli oneri di urbanizzazione per spese correnti. Risultato: i Comuni hanno trascurato completamente il freno della tutela paesaggistica ed hanno invece schiacciato l’acceleratore dell’edilizia purchessia. Ed ora i partiti, Pd in testa, stanno andando all’assalto del Piano paesaggistico regionale toscano accusato,ovviamente, di “ingessare lo sviluppo”. Lo sviluppo o la speculazione fondiaria a tutto campo? Incalza e la “cricca” docent, dalla stessa Toscana.

 

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2 thoughts on “La Corruzione…Incalza

  1. La questione “morale” è inscindibilmente connessa almeno a tre Questioni e condizioni inalienabili, se si vuole porsi in termini di risoluzione del problema….il primo è la risposta per nulla superata del dirigente citato nell’articolo…<> che per il passato aveva dei significati diversi e meno problematici di oggi…un benestante nel senso più positivo del termine possedeva di per sè un equilibrio e il senso della sua funzione sufficentemente adeguato, cosa che oggi è questione di ben più ampia precaria complessita di aspettative e di bisogni, e chiunque sia responsabile di qualsiasi cosa hà necessità di una forma di specializzazione metodologica e cognitiva che vada molto oltre la specifica formazione tecnica. La seconda Questione è la struttura…l’insieme delle leggi e delle procedure burocratiche e la motivata preparazione delle persone coinvolte nella macchina di governo che dovrebbe far funzionar le cose in tranquilla trasparenza. La terza Questione è quella degli indirizzi, intenti ed interessi del “personale” Politico di rappresentanza e governo, dal Ministro all’ultimo degli assessori e consiglieri degli enti locali, pensando anche per questa categoria alle logiche di filiera e ai metodi di far rappresentanza degli interessi e dei bisogni dei cittadini, ed in questo la questione <> non si pone (come dovrebbe essere ovvio a tutti nel percepirne la complessità e la concatenzione e connessioni con l’essere o non essere per la Democrazia di tipo sostanziale e di governo e non come acquisizione e occupazione di potere.) …non si pone solo come questione schiettamente truffaldina e delinquenziale….ma come questione di moderno metodo di intendere e pensare alla Democrazia Politica d tipo Sostanziale. La Questione Politica e di rappresentanza è quella da cui si deve rielaborare la stessa selezione e formazione dell’intendere, impegnarsi e operare del cittadino, confermando l’inalienabile concetto Democratico che essere rappresentante eletto è un diritto ed un dovere possibile per ogni Cittadino….ma se questo è….il problema è la Questine dell’ etica, delle cognizioni, e delle metodologie di formazione e selezzione del personale Politico innanzi tutto e dei processi cognitivo, metodologici e comportamentali di ogni cittadino, attorno ai quali si coaugula il consenso….Una chiara e genuina Questione di intellettuale organizzato ed organico ai bisogni Umani….il PARTITO…che serve come unitario e solidare strumento di elaborazione ed agire di governo.

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