KAFKA O DE FILIPPO?


TAMBURRANO-GIUSEPPE TAMBURRANO-

Renzi ha dichiarato che è stato lui a inserire la norma del 3 per cento (ormai sappiamo di che cosa si tratta!) e che la ripristinerà rinviando alle Camere il decreto legislativo “dopo l’elezione del Presidente della Repubblica” (per avere in mano un elemento di pressione su Berlusconi in ordine alla elezione?).

Interpellati i possibili responsabili della modifica del decreto, tutti si sono chiamati fuori salvo Renzi che si è assunto il potere di modificare i decreti: il potere di “sciogliere o legare” della Chiesa.

Assumiamo che la mossa di Renzi sia una “furbata” resta aperto un problema che nessuno, per quel che ho letto, ha sollevato: la sentenza di assoluzione su Ruby è stata impugnata dal Procuratore generale di fronte alla Cassazione: la quale può confermarla lasciando Berlusconi nello status attuale oppure riaprire il procedimento di fronte ad un’altra Corte di appello. Dunque il rientro di Berlusconi nella piena agibilità politica è ancora sotto la spada di Damocle della magistratura, qualunque favore gli faccia Renzi in nome del Nazareno.

Passo ad un altro argomento che mi riguarda personalmente e quasi la metà del corpo elettorale (circa 20 milioni di elettori): l’astensione.

Alcuni compagni che commentano i miei articoli mi hanno rimproverato di essere astensionista: sapessero con quanta pena io lo sono. Ma il voto non è solo un dovere civico, è anche, soprattutto, l’adesione ad un progetto politico, ad un programma. Orbene invito questi compagni a indicarmi una lista che possa meritare il voto di un socialista. E dunque io vengo meno ad un dovere civico per non rinunciare al mio diritto etico-politico di sostenere una forza nei cui programmi e nei cui principi io mi riconosca almeno al 51 per cento.

Ormai tra astensioni, schede bianche e nulle quasi la metà degli elettori non hanno fiducia nei partiti politici.

Questi compagni e amici invece di rimproverarmi l’astensionismo perché non si interrogano tutti insieme che cosa possiamo fare per far risorgere il sol dell’avvenire?

fondazione nenni

Via Alberto Caroncini 19, Roma www.fondazionenenni.it

One thought on “KAFKA O DE FILIPPO?

  1. Purtroppo ha ragione presidente. Uno sguardo al panorama politico: ci sono fin troppe destre (Berlusconi, Grillo, Salvini… spesso Renzi) e fateci caso sono leader di forze politiche con l’uomo solo al comando e cioè il peggio della seconda repubblica. Poi c’è la sinistra Pd, che abbaia ma non morde, spesso anacronistica e con quella venatura antisocialista (forse non di tutti) che ce la rende antipatica. Su qualche sporadico argomento (giustizia sociale, lotta all’evasione fiscale) si può guardare anche più a sinistra, ma siamo lontani da quel 51% di cui ci parla. Poi io sono credente (praticante) e ovviamente su determinati argomenti ho le mie idee, che non sono proprio radicali. Rimane il Psi, al quale sono iscritto, ma spesso sembra troppo appiattito sul Pd a livello nazionale, a parte la disparità di consensi, quanto sia immobile a livello locale (anche se comprendo le difficoltà di un piccolo partito) e comunque sulla scheda non lo vediamo da un po’. Tirando le somme si torna al punto di partenza: difficile, purtroppo, votare così. Saluti socialisti!

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