Quantum mutatus ab illo

Quarto_Stato_con_scritta_The_End

 

-GIUSEPPE TAMBURRANO-

Immaginate la CGIL di Lama che fa uno sciopero generale contro un governo Berlinguer e la UIL che si dissocia dalla CISL per aderire allo sciopero della CGIL!

O che la mobilitazione del segretario della CGIL, Sergio Cofferati a difesa dell’art.18 dello Statuto dei lavoratori, mobiliti quattro gatti invece di 3 milioni di partecipanti. Questi riferimenti rivelano quanto mutata è la “sinistra”! E aggiungete che il PCI che aveva più di due milioni di iscritti, sia ridotto come PD, cioè il PCI con l’aggiunta della Margherita, secondo i datti ufficiali, a duecentocinquantamila (i giornali avevano addirittura parlato di centomila).

E se volete continuare ad immaginare, per vedere la realtà nei suoi veri contorni, ipotizzate il PD di pochi anni fa che faccia accordi con il quotidianamente vituperato Berlusconi, sulle riforme elettorali, sulla elezione del Capo dello Stato e quant’altro. E immaginate l’Italia, additata in passato come paese con un’altissima percentuale di votanti, ridotta al livello del Giappone, con metà degli elettori che non partecipano al voto fra astensioni, schede bianche e nulle.

L’Italia, paese a più alta densità della sinistra in Europa (se si prescinde dalla Francia di Mitterand per l’espace d’un matin!) oggi non ospita più una sinistra: scomparsi i socialisti, evanescenti gli ex comunisti, penose le estreme.

Sembrava che una scissione del PD, benché di dimensioni ridotte, avrebbe caratterizzato l’Assemblea del PD e avviato la nascita di una nuova sinistra. I Fassina e soci hanno preannunciato l’evento, ma si sono ben guardati dal porlo in essere, hanno solo pronunciato discorsi polemici con Renzi che li snobba. I segni di inquietudine si limitano a marginali – spesso coperti – dissensi in sede parlamentare. E il PD – partito dei Greganti – risulta anch’esso contaminato dalla corruzione.

Eppure se c’è una condizione favorevole alla sinistra è la nostra: crisi strutturale del capitalismo globalizzato e crisi sociale (occupazione, redditi, valori, prospettive socio-economiche, aspettative, rapporti stato-cittadini).

E Renzi a quale mondo appartiene? A nessuno, non si può definirlo di sinistra e nemmeno di destra. Appartiene a se stesso, alla sua bravura di riempire di parole il vuoto di realizzazioni. Ma il vuoto in politica non può durare. E penso non tanto alla rinascita della sinistra – anche se lo spero – ma ad una nuova destra populista: Salvini.

fondazione nenni

Via Alberto Caroncini 19, Roma www.fondazionenenni.it

2 thoughts on “Quantum mutatus ab illo

    1. Sento una grande nostalgia del PSI. Dopo più di 20 anni sarà mai possibile risuscitare l’ideale socialista democratica senza le contaminazioni del vecchio PCI? Grazie, caro compagno Giuseppe, per essere sempre sulla breccia.

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