La stagione di Renzi

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VITTORIO EMILIANI-

E’ proprio vero che gli italiani e le italiane sono conquistati “dall’uomo solo al comando” (la donna sola al comando  non l’abbiamo ancora sperimentata): per un ventennio Mussolini, per circa un ventennio Berlusconi e ora, forse, Renzi. Che in alcune pose ricorda entrambi i predecessori. Per esempio nel “tirare diritto” senza curarsi delle opposizioni, interne ed esterne, oppure nell’interpretare la politica estera come politica dei sorrisi, delle pacche sulle spalle, della simpatia dichiarata, o, ancora nell’esaltare la retorica del “fare” e del fare alla svelta, chi ci sta, bene e chi non ci sta, peggio per lui, considerando i dibattiti parlamentari e forse anche i lavori di commissione un inutile rito, un fastidio, un inciampo.

Mussolini non parlava forse di “ludi cartacei” e di “inutili logomachie”? Tanto inutili che le due Camere di fatto le chiuse, si tenne la chiave, e buonanotte. Dal suo punto di vista non aveva tutti i torti perché non appena, il 25 luglio 1943, convocò dopo anni – come se fosse tornata la democrazia – il Gran Consiglio del Fascismo e accettò che venisse presentato (per cupio dissolvi?) e addirittura votato un ordine del giorno contro di lui, andò in minoranza dopo ventuno anni, il re lo fece arrestare,e addio fascismo.

Adesso il Senato viene di fatto “rottamato”, ridotto ad una Camera non più elettiva ma di componenti nominati dai Comuni, dalle Regioni, dal presidente della Repubblica, ecc. Sia chiaro: senza alcuna indennità. Nemmeno un modesto taxi né una trattoriola nei dintorni di Palazzo Madama, tantomeno un alberghetto. I neo-senatori si porteranno lo sfilatino da casa come quando il parroco organizzava le gite dei suoi scouts o delle ragazze dell’Azione Cattolica? Oppure i meno abbienti eviteranno come il fuoco quelle trasferte a Roma con la scusa (magari veritiera) di doversi occupare dei loro Comuni o delle loro Regioni lasciando ai più abbienti quello scomodo ruolo.

Né credo che ad esso ambiranno medici, avvocati, commercialisti, docenti universitari. Per cui forse toccherà cercare fra i “Rentiers”, fra coloro cioè che vivono di rendita e, chissà, hanno pure un titolo nobiliare. Il cerchio così si chiuderebbe: torneremmo al Senato sabaudo dove baroni, conti, marchesi, principi risultavano in netta maggioranza. Con la differenza che, stavolta, con le quote rosa, avremo baronesse, contesse, marchesine e principesse…

 

fondazione nenni

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2 thoughts on “La stagione di Renzi

  1. Bravissimo Virrorio Emiliani, questa allegra brigata dell’oratorio fiorentino ,con ramificazioni italiche, va fermata in tempo,con lotte democratiche e popolari, perchè le giuste preoccupazioni dei Cittadini possano far smottare le pratiche sanfediste dell’uomo superiore, che per il bene comune(del popolo) non ritiene aver bisogno della dialettica democratica garante

    dell’azione dei contrappesi all’esercizio del potere. Contrappesi operanti nelle Istituzioni statuali e pubbliche.Vengono assunte decisioni per annullare il sostegno finanziario ,dalla fiscalità generale, a organismi plurimi costituzionalmente creati e operanti per poi far luogo al censo e ai ceti privilegiati della società. Ma il PD che ha aderito al PSE può incorporare tali posizioni e atteggiamenti?

  2. D’accorso. Però siamo sicuri che dietro questa proposta elitaria e oltranzista di Renzi di trasformazione del Senato non si nascondano 34 anni di rinvii d’una profonda ed organica Grande Riforma delle Istituzioni come l’avevamo concepita e proposta noi Socialisti nel 1978.

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