La retorica della “casta”

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Il supermanager assunto all’AMA (Igiene Urbana) di Roma come presidente e amministratore delegato insieme, cioè amministratore unico, si è dovuto dimettere al primo giorno di lavoro perché è risultato che in altra città era indagato per un traffico di rifiuti illecito. Pare che il sindaco Marino – che l’aveva prescelto in base ai curricula arrivati (mai fidarsi, se non si è esperti del ramo) – si sia lamentato anche di un fatto: siamo costretti a scelte non eccelse perché ci sono stati messi “tetti” piuttosto bassi alle retribuzioni manageriali. Non so se basta a spiegare l’errore, certamente grave, in cui è incorso. Ma una parte di ragione ce l’ha.

Le polemiche ad alzo zero contro la Casta da parte degli specialisti dell’anti-Casta cominciano a produrre i loro paradossali risultati. So per certo che un intellettuale importante ha dovuto rifiutare l’invito di Ignazio Marino ad occupare una posizione strategica nell’amministrazione della cultura perché l’indennità massima che gli poteva pagare il Comune corrispondeva a metà del suo attuale stipendio.

E al suo posto è stata scelta una persona certamente dabbene e però meno brava e meno esperta di lui. Lo stesso succederà se si ridurrà troppo, demagogicamente, la “paga del deputato” : il risultato sarà che in una società sviluppata non ci sarà nessun professionista, intellettuale, docente, specialista di valore disposto a candidarsi nel caso dovesse optare fra la condizione professionale e quella di parlamentare. A meno che non si tratti di uomini e donne ormai in età di pensione. Che però non vanno bene perché se non sei un trenta-quarantenne, sei soltanto da rottamare e non da promuovere.

Avremo dunque una Camera (sperando che il Senato lo trasformino alla maniera del Bundesrat tedesco) composta da giovani e giovani adulti che il mercato del lavoro non ha selezionato e che, professionisti della politica, possono ben essere contenti di quella collocazione perché, fuori, guadagnerebbero di meno. Speriamo che il loro numero sia almeno ridotto. Se poi passerà un sistema elettorale senza preferenze, avremo un’altra bella mandata di “nominati” sottratti alle scelte degli elettori.

Vittorio Emiliani

 

fondazione nenni

Via Alberto Caroncini 19, Roma www.fondazionenenni.it

4 thoughts on “La retorica della “casta”

  1. Caro Emiliani,
    generalmente condivido i Tuoi scritti , questa volta purtroppo no. Il sindaco Marino che Tu dici essere stato costretto a dover rinunciare al presidente AMA perché indagato ,la causa la fai risalire al fatto che non si è potuto attingere ad altri manager perché sono stati messi i limiti alla retribuzione, ovvero poco pagati.
    Io invece penso che innanzi tutto tra le varie persone che ci sono in giro per il nostro Bel Paese, vi sono professionalità, capacità ed onestà da primato. Sai quanta gente onesta e capace c’è , solo che non viene adeguatamente presa in considerazione ?!?!.
    Basta prendere una persona dotata di buon senso e che fa con onestà il suo lavoro e dargli la possibilità di amministrare con il principio del buon padre di famiglia e vedrai che risultati !
    E’, che non si è capaci e non si ha coraggio di fare delle scelte coraggiose.
    Qualsiasi casalinga o agricoltore messo lì ad amministrare come fa con la sua casa o il suo podere e vedrai che bilanci che ti tira fuori !
    In democrazia tutti sono uguali o no ?!
    Tu Ti preoccupi per i parlamentari che pensi nessuno vorrà fare perché poco pagati.
    Diceva Einaudi : conoscere per deliberare.
    Prendi degli addetti seri ed onesti per ogni settore e mettili ad amministrare vedrai se le cose cambiano.
    E se sbagliano applica la Costituzione . fagli pagare con il loro patrimonio personale .
    Da noi invece non paga mai nessuno.
    Mi piacerebbe sapere se alcuni Onorevoli o ministri del governo attuale sanno di che cosa tratta il Parlamento o loro Ministero .!?!
    Allora non è essere ben visi a Roma, ma essere capaci .
    Largo dunque al Merito e via ai privilegi.
    Per ultimo introdurre ad ogni livello il metodo ” Adriano Olivetti “.
    Con viva cordialità.
    Ritaldo Abbondanzieri

    1. Non intendevo fare mia la giustificazione di Ignazio Marino di aver scelto, in base alla remunerazione non altissima in grado di offrire il Comune di Roma, quale amministratore unico quello Strozzi risultato poi indagato e costretto a lasciare l’AMA ancor prima di esservi entrato. Ritengo anch’io che in giro per l’Italia vi siano persone serie, oneste e competenti in grado di dare all’AMA di Roma efficienza e trasparenza. Non ritengo tuttavia che bastino il buon senso comune e la praticità di una casalinga o del buon padre di famiglia. Il problema della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti a Roma – mai affrontato seriamente negli anni egemonia del “re delle discariche”, Cerroni – è immane e richiede non solo un manager pubblico ma una squadra di dirigenti di alto livello per impostarlo seriamente.

      Ponevo il problema della giusta remunerazione di chi assume compiti pubblici di particolare delicatezza perché la retorica anti-Casta ha fatto passare l’idea che tagliando le retribuzioni dei manager e anche quella dei politici, tutto andrà meglio. Temo proprio di no. E facevo l’esempio concreto di un candidato-assessore a Roma il quale ha dovuto rinunciare perché l’indennità assessorile era la metà del suo attuale stipendio di cinquantenne di successo. In una società sviluppata come la nostra dove già adesso i giovani e i giovani adulti competenti e colti non vengono intercettati dalla politica e fanno altri mestieri privati più lucrosi, ridurre a livelli “francescani” le remunerazioni, vuol dire rassegnarsi ad avere in politica, ai vari livelli, persone mediocri. Se poi viene eliminata ogni forma di finanziamento pubblico o collettivo della politica, torneremo alla politica “per censo” di fine Ottocento, del tutto inadeguata e ingiusta. Ridurre il numero dei parlamentari va benissimo, come tagliare indennità parlamentari e regionali assurdamente alte. Restando però nelle medie europee. Altrimenti i più capaci e attrezzati diserteranno le assemblee elettive (sempre che elettive siano e non “nominate”).

  2. Ognuno dice la sua e nessuno quello che c’è da dire! Cosa c’entra la capacità e i curriculum con gli accertamenti preliminari che doverosamente si debbono fare? Il problema è nelle capacità del potere politico! Certo che Marino come dottore era bravissimo, affidabile e difficilmente sbagliava; il suo curricula calza poco con il politico, ecco perchè sbaglia, sbaglierà e lo faranno sbagliare, speriamo che non finisca indagato e possa tornare a fare il dottore. Troppo signore per fare il politico, non è ne sindacalista ne avvocato!

  3. No Emiliani, ridurre il numero dei parlamentari non va bene per niente. E neanche quello dei consiglieri regionali. Anche questo fà parte della retorica anticasta. Esiste uno studio del Senato del 2011 (è stato pubblicato recentemente da Espresso on line) che elenca il numero di parlamentari ogni 100.000 abitanti per ciascuno dei paesi dell’UE (a 27). Ebbene i risultati sono sorprendenti. E merita la pena leggerli e meditarci sopra.
    Spesso chi afferma che i nostri parlamentari sono troppi opera il confronto con il Congresso degli Stati Uniti. Ovviamente per malafede o per crassa ignoranza si dimentica di specificare che si tratta del Congresso Federale e che ciascuno dei 50 stati dell’unione ha la propria Legislatura Statale regolarmente composta da Camera dei Rappresentanti e Senato.
    In realtà la presunta necessità di ridurre i parlamentari è frutto di contrabbando ideologico (i benefici finanziari sono risibili) finalizzato, al contrario, alla trasformazione della “casta” in elité sempre più ristretta e non accessibile a chi non dispone di un censo adeguato. Del resto la proposta di legge elettorale è chiaramente espressione di simili volontà.
    Riconosco che si tratta di argomentazione estremamente impopolare. Ma non contrastare questa deriva significa essere complici della riduzione della democrazia italiana a puro simulacro. Di fronte a pericoli simili sappiamo tutti quale sia il dovere di un socialista.

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