Quale dialogo?

Il convegno di “Scienza e Vita “, tenutosi il 18 novembre a Roma, merita la massima attenzione. Sia per la lectio magistralis del cardinale Angelo Bagnasco, che per gli interventi di Angelo Alfano, Pierluigi Bersani e Ferdinando Casini. Obbiettivo dichiarato : creare un’ampia maggioranza sulle questioni bioetiche attraverso l’istituzionalizzazione di un dialogo permanente fra laici e cattolici. Proposito lodevole, ma a una precisa condizione: che ci sia, fra i partner, piena simmetria.

Questa – la simmetria – la si riscontra in buona parte dei Paesi dell’Unione Europea, ma non in Italia. “Noi — lo ha ricordato Casini – non siamo come altri Paesi europei, abbiamo una Chiesa più forte che è l’anima di questo Paese”.

Ma è precisamente la pretesa della Chiesa di essere l’anima del nostro Paese che altera i rapporti fra laici e cattolici. Una pretesa che si scontra con “un novum molto appariscente – le parole sono di Enzo Bianchi — : la sopravvenuta condizione di minoranza da parte dei cristiani, minoranza numerica di fronte a una gran massa di indifferenti e di agnostici rispetto alla fede”.

E ciò non di meno numerosi e significativi sono i segni che inducono a ritenere che il Magistero ha deciso di condurre una guerra totale contro la cultura laica, adottando una strategia di segno diametralmente opposto a quella di Giovanni XXIII – un grandissimo papa laico –, sfociata nel Concilio Vaticano II con l’affermazione della piena autonomia delle due sfere : quella della Chiesa e quella dello Stato. Joseph Ratzinger , nella conferenza Libertà e verità , ha citato ,approvandola senza riserve , la tesi del cattolico integralista Andrei Szizypiorski , secondo la quale “tutto il patrimonio di pensiero dell’illuminismo non ha alcun valore”. Un giudizio, quello dell’attuale papa, in linea con “il superamento storico della fase del laicismo e della secolarizzazione ” esplicitamente e pubblicamente auspicato dal cardinale Camillo Ruini nel libro Nuovi segni dei tempi . E in linea anche con il teorema che è al centro di Memoria e identità di Giovanni Paolo II : “Il codice morale proveniente da Dio, codice sanzionato nella Antica e nella Nuova Alleanza , è l’intangibile base di ogni legislazione umana in qualunque sistema, e, in particolare , in quello democratico. La legge stabilita dall’uomo, dai parlamenti, e da ogni altra istanza legislativa umana, non può essere in contraddizione con la legge di natura cioè, in definitiva, con l’eterna Legge di Dio”.

Non diversa la teorizzazione del primato assoluto della Legge di Dio – eterna e immutabile – sulla legge umana che si trova nel Governo islamico di Khomeini. E non diversa la conseguenza logica : la negazione , recisa e assoluta, del diritto dello Stato democratico di legiferare autonomamente. E, infatti, di fronte alla sentenza della Corte d’Appello di Milano, con la quale è stata autorizzata la sospensione della alimentazione a Eluana Englaro , il cardinale Severino Poletto ha così sentenziato : “ La Legge di Dio deve prevalere su quella dello Stato”. Un concetto ribadito dal cardinale Rino Fisichella con queste parole : “In virtù del suo essere democratico, lo Stato non solo deve accettare di confrontarsi con la Chiesa, ma deve anche saper accogliere — solo in un secondo momento temperandole — le eventuali ingerenze…La Chiesa, invece, richiamandosi a principi che hanno una origine superiore a quella umana, non potrebbe mai accettare una qualsiasi ingerenza dello Stato riguardo ai propri contenuti”.

La franchezza di queste dichiarazioni di principio è tale da rendere del tutto superfluo ogni commento. Non è superfluo , però, chiedersi se il dialogo auspicato da Bagnasco sia, in realtà , un modo diplomatico di esigere che i partiti laici inseriscano nella loro agenda politica i dettami della Chiesa, istituzione carismatica e, per ciò stesso, inappellabile corte suprema su tutto ciò che attiene alla vita umana . In aggiunta, dal momento che, per la teologia cattolica, il corpo è “tempio di Dio” su cui l’uomo non ha alcuna giurisdizione, la conclusione non può che essere una : sui problemi di bioetica esiste un unico legislatore : la Chiesa.

Luciano Pellicani

fondazione nenni

Via Alberto Caroncini 19, Roma www.fondazionenenni.it

2 thoughts on “Quale dialogo?

  1. Concordo pienamente. Una proposta di dialogo da parte di chi, contestualmente, afferma che i propri principi sono non negoziabili e’ una vera e propria presa in giro. Purtroppo, il PD – per vizio di origine – si e’ posto nella condizione di essere preso in giro. E non solo dal Vaticano, a giudicare dalla manovra che sta varando il governo Monti.

  2. Il problema del dialogo cattolici-laici è d’altronde viziato dal lato dei “laici”. Come dice l’Associazione Italiana Transumanisti, non c’è dialogo possibile tra chi sostiene i propri valori e chi si pone nella prospettiva frangibile e frattale di sostenere un compromesso tra i propri valori e quelli della controparte. Perché ovviamente questo si traduce nell’idea di un compromesso tra qualcosa e un compromesso con un compromesso con un compromesso con qualcosa che in realtà pare non avere il coraggio ddi sostenere più nessuno.

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